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ROTARY

I neuroni specchio

In Accademia dei Concordi di Rovigo primo incontro del ciclo “I martedì del Rotary” con la docente di Psicologia fisiologica all’Università di Ferrara, Laila Craighero

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ROVIGO - Il 1 ottobre, in Accademia dei Concordi, si è tenuto il primo incontro del ciclo “I martedì del Rotary”, che cerca di approfondire temi situati alle frontiere del sapere, i quali costituiscono potenziali opportunità per costruire legami o connessioni. 

L’incontro era dedicato a “I Neuroni Specchio” ed è stato tenuto magistralmente da Laila Craighero, docente di Psicologia fisiologica all’Università di Ferrara. 

I neuroni specchio sono localizzati nella corteccia premotoria e parietale posteriore e si attivano sia quando compiamo un'azione sia quando la vediamo eseguire da altri. Cioè, vedere un'azione e comprenderne il significato equivale alla sua simulazione. Questo consente all'osservatore di penetrare il mondo dell'altro mediante un meccanismo non conscio, automatico e prelinguistico. 

Vediamo di spiegarlo meglio partendo da un esperimento di condizionamento operante, che consiste in una procedura generale di modifica del comportamento di un organismo, attraverso la quale l'organismo "apprende". B. F. Skinner inventò la camera di condizionamento operante costituita da una leva che, se premuta, somministra cibo. Inizialmente il ratto abbassa la leva solo per caso; in seguito alla somministrazione di cibo il ratto abbassa la leva sempre più spesso; quando l’abbassamento della leva non produce più rinforzi positivi si ha una graduale estinzione del comportamento. 

Il comando indica lo scopo dell’azione: a seconda della situazione in cui mi trovo, l’azione viene svolta utilizzando muscoli diversi. 

Un interessante esperimento di U. Castiello ha indicato che, a partire dalla 22a settimana di gestazione, i movimenti del feto diretti verso l’occhio sono più lenti e il periodo di decelerazione è più lungo rispetto ai movimenti diretti verso la bocca: sa che, se andasse verso l’occhio con la stessa velocità con la quale va verso la bocca, si farebbe male. Significa che già durante la vita prima della nascita si forma la capacità di prevedere le conseguenze delle azioni. Solo conoscendo le conseguenze delle azioni è possibile decidere quale azione eseguire per ottenere quel risultato. Le azioni degli altri vengono riconosciute esattamente come qualsiasi altro stimolo visivo, una rosa, un’automobile, una casa. Per poter avere una reale comprensione dell’azione eseguita da un individuo abbiamo bisogno di condividere con questa persona lo stesso repertorio motorio, accoppiato al medesimo scopo. 

Quando il neurone specchio “spara”, si attiva uno schema motorio che fa da trasformatore: trasforma uno stimolo visivo in un modello motorio e così si attivano le aree motorie come se prendessimo veramente un oggetto. 

Abbiamo quindi una replica motoria nel nostro cervello di quello che fa l’altro. Noi capiamo con i neuroni a specchio quelle azioni che sono nel nostro patrimonio motorio, mentre ci sono altre azioni che capiamo attraverso le inferenze o la logica, cioè cognitivamente. 

Probabilmente capire le azioni, le intenzioni e le emozioni degli altri è stato fondamentale per la sopravvivenza dei nostri progenitori ed è alla base del comportamento sociale. Il nostro cervello possiede un meccanismo che, tramite i neuroni a specchio, ci consente di comprendere aspetti del comportamento umano, anche senza mediazione cognitiva. C’è un livello che precede la comunicazione linguistica su cosa la persona sta facendo e anche su quali siano le sue intenzioni. 

Da queste conoscenze possono derivare delle implicazioni che riguardano le teorie della conoscenza e l’etica. Ma questo è un altro discorso. 

Queste e molte altre considerazioni sono state trattate al numeroso pubblico presente nella sala degli Arazzi della Accademia dei Concordi concluso con un invito alla cittadinanza a partecipare ai prossimi incontri previsti in Accademia insieme al Rotary . 

Articolo di Martedì 8 Ottobre 2019

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