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URBANISTICA

Pianificazione a Rovigo, o si cambia o si muore

Anche volendo ed avendo i mezzi per investire a Rovigo è impossibile: mancano gli strumenti urbanistici adeguati e l'incertezza dei tempi spaventa. Manca anche l'indirizzo politico della amministrazione Gaffeo e senza pianificazione non si costruisce

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ROVIGO - Gli investitori arrivano a Rovigo, si informano e vanno a "spendere" altrove. Di ieri la storia dell’investitore che voleva costruire case alloggio per studenti per un volume da 30mila metri cubi, urbanizzati (LEGGI ARTICOLO).

Chiedendo ai professionisti del settore si comprende che negli ultimi mesi c’erano investitori pronti a scommettere su aree degradate del centro o su aree produttive che hanno rinunciato per mancanza di strumenti urbanistici atti a favorire l’intervento. C’è chi racconta “di investitori fuggiti ne ho 3 nella mia ditta per circa 6 milioni di euro di mancato investimento nella città; lamentano la scarsa collaborazione degli uffici, scappano alla sola illustrazione dei tempi o contattando loro stessi gli uffici”, oppure quelli finiti nella storia dei mancati sviluppi di Rovigo, “nell’area vicina all'ospedale civile - racconta un ingegnere - non più tardi di 4-5 anni orsono un investitore stava investendo almeno 20 milioni di euro per una residenza assistita per anziani venne bloccato a suo dire dalla carenza di decisionismo politico”. Paradossalmente se qualcuno volesse acquistare piazzale Di Vittorio, da anni nel piano delle alineazioni, per costruire qualcosa avrebbe lo stesso problema, si troverebbe ad avere un’area con una classificazione troppo vecchia.
Singolare che i professionisti interpellati siano disponibili ad illustrare nel dettaglio i progetti presentati agli uffici comunali, ma chiedano tutti l’anonimato, garantito, per evitare eventuali “ritorsioni” lavorative, perchè, a loro dire, le pratiche ci sono, arrivano in Comune e poi... rimangono ferme a tempo indefinito.

Il problema reale e vero che blocca lo sviluppo di Rovigo è uno solo: non c’è nessuna pianificazione della città in atto. Per cui non c’è alcuna progettazione possibile. Non si interpreti la cosa come applicazione della legge regionale che vieta il consumo di suolo, perché la legge ha chiesto ai comuni di concordare la pianificazione costruttiva di un certo numero di ettari fino al 2050, “ma da qui a non pianificare neanche un metro quadrato, ce ne passa, vuol dire non aver capito la legge” spiega un progettista, senza contare che la “zero consumo di suolo” prevede e permette il recupero, ripristino e riqualificazioni delle parti abbandonate della città. Le aree abbandonate abbondano in Rovigo, ma senza uno strumento di pianificazione in atto, queste non potranno mai essere recuperate. Inutile parlare di nuovo o ampliamento del Tribunale, di utilizzo diverso dell’ex caserma Silvestri, o di recupero della stabile ex Genio civile senza pianificazione.


A sentir l’ufficio urbanistica è prematuro parlare di Piano degli interventi o di piano del commercio, perché saranno esternalizzati per mancanza di personale e per mancanza di capacità interne nel fare proprio questo: pianificazione. Non solo. Prima sarebbe necessaria un’indicazione politica da parte dell’amministrazione comunale, poi va definito il capitolo di spesa, dell’ordine dei 200-250 mila euro, poi l’aggiudicazione dei lavori dalla lista dei professionisti progettisti, infine la realizzazione dei piani. Ottimisticamente parlando altri due anni e mezzo, tre. Eppure l’amministrazione di Massimo Bergamin qualche passo in questa direzione stava cercando di farlo, vedi il “Piano del sindaco” affidato a studi di Padova, Treviso e Venezia per quasi 11mila euro e  la determina di affidamento da 22mila euro quello per il piano del commercio in centro storico ad un professionista dello studio, lo stesso che aveva perimetrato il Cc La Fattoria, cosa che fece tanto clamore (LEGGI ARTICOLO).

Le imprese costruttrici di Rovigo, quelle che non hanno chiuso, stanno lavorando altrove, chi a Ferrara e chi a Padova, perché le ultime due lottizzazioni in Rovigo, città giardino e San Pio X, si stanno per esaurire. Poi ci sarà il nulla.
Regina dell’inefficienza è la tempistica. I professionisti raccontano che le pratiche all’ufficio Urbanistica hanno tempistiche fuori da ogni concezione, è sistematica l’evasione della pratica oltre ogni termine di legge, anche 15-18 mesi. “Le pratiche all'ufficio urbanistica giacciono per settimane / mesi, dopodichè vengono richieste integrazioni talvolta incomprensibili, talvolta assurde che fanno scappare gli investitori” dice un professionista. Un altro conferma: “Nessuno vuol più investire a Rovigo per i tempi biblici, l’incertezza costante, e tempi mai certi anche alle domande più banali”, raccontano come a Rovigo una pratica ci mette almeno il doppio del tempo rispetto a comuni anche più grandi (Padova, Bologna, Ferrara ecc)
Ci viene raccontato che parecchi committenti che chiedono i permessi a costruire si affidano direttamente ad un avvocato pronto a chiedere i danni nel caso di lungaggini causate dall’Ufficio Urbanistica del Comune di Rovigo. “In comune c’è un imbuto”, è l’opinione comune.

“L'urbanistica è una disciplina che studia il territorio antropizzato ed ha come scopo la progettazione dello spazio urbano e la pianificazione organica delle modificazioni del territorio incluso nella città o collegato con essa. Estensivamente l'urbanistica comprende anche tutti gli aspetti gestionali, di tutela, programmativi e normativi dell'assetto territoriale ed in particolare delle infrastrutture e dell'attività edificatoria”. Benissimo, lo dice wikipedia. Ma a Rovigo di urbanistica manco l’ombra.
Articolo di Mercoledì 9 Ottobre 2019

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