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SICUREZZA

Via Spinea a rischio allagamenti dal Po

Da qualche anno il Consorzio di Bonifica Adige Po manda escavatori un po' dappertutto, tranne che nel Natali e nel Martini, abbandonati a sè stessi. Nel comune di Castelnovo Bariano (Rovigo) c’è preoccupazione 

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CASTELNOVO BARIANO (RO) - Via Spinea è una zona verde, area protetta e abitata di oltre 3 km dalla discesa di Bariano sino alla salita arginale della vecchia fornace. Una superficie censuaria di 776.90 pertiche, vale a dire oltre 77 ettari tra l'argine maestro del Po di Mezzano e la stessa via periferica di origine arginale già tratta provinciale dal 1867 (il tratto arginale Mantova-Ferrara) ed ora comunale ad insediamento umano sparso, ricco di pioppeti, servizi completi tranne le fognature, di pertinenza irrigua della Bonifica Adige Po dal 1983.

Nei secoli passati ha sempre avuto problemi idraulici, i frequenti allagamenti risorgivi del Po dovuti alle frequenti piene. Lo scolo idrico avveniva e avviene tramite due piccoli tombini sotto la Spinea: il Natali ad est, il Martini ad ovest, chiusi dalla Bonifica quando il Po saliva per cui la Spinea veniva allagata. 

Tra '800 e '900 lo Spinea è stato un piccolo consorzio di Bonifica autonomo senza mezzi, in zona povera e malsana, in balìa degli umori risorgivi del Po. Volle sempre essere assorbito dalla Bonifica Padana Polesana che, per tutta risposta, chiudeva sempre il Natali e il Martini.

Si arrivò al 1976, quando il Po, da luglio a novembre, eccezionalmente andò in piena ben sei volta, a causa delle continue piogge e lo Spinea vide sempre più acqua risorgiva.

Si formò un piccolo comitato spontaneo di residenti nell'emergenza, furono coinvolti l'amministrazione comunale, la stampa locale, la Regione e la Bonifica Padana. Una lotta dura e finalmente Venezia stanziò 210 milioni di lire per la bonifica definitiva del Bacino Spinea, che sarebbe stato assorbito dalla Padana, che nel 1983 iniziò i lavori, finiti a giugno dello stesso anno. Venne creata una nuova rete di scolo di 4,584 km. a fronte della vecchia di solo 1,020. Da allora i 77,68 ettari dell'ex Spinea sono sempre stati all'asciutto e il comprensorio è decollato a livello socio-economico.

Da allora i fossi consortili sono sempre stati puliti annualmente dalla Bonifica Padana ora Adige Po, anche quelli dei tombini Natali e Martini.

Da qualche anno, però, l'Adige Po manda escavatori un po' dappertutto, tranne che nel Natali e nel Martini, abbandonati a sè stessi.  Dal 7 al 10 ottobre scorsi l'ente di bonifica ha fatto il suo dovere, dimenticando al solito il Natali e il Martini. Assurdo che il fossato ex Natali sia quasi ostruito, al contrario, lo sbocco dopo la strada è pulito per km. sino all'immissione nel Collettore Padano; stessa sorte per il Martini. E' stato chiesto all'operatore che lavorava sulla macchina escavatrice se il Martini e il Natali sarebbero stati risezionati dopo anni. Risposta: "Certo! Lo abbiamo sempre fatto e lo rifaremo domani!". Al contrario niente è stato fatto.

Si vuole aspettare una piena del Po e allagare lo Spinea? Agli addetti ai lavori opportuna e celere risposta.

 

 

Articolo di Venerdì 11 Ottobre 2019

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