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ECONOMIA

Nasce il secondo polo veneto del Credito cooperativo

La nuova Banca potrà contare su 52 filiali, protocollo di intesa per la fusione tra Centroveneto Bassano Banca e RovigoBanca. 166 comuni coinvolti nelle province di Vicenza, Padova, Treviso, Rovigo e Ferrara

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ROVIGO - I presidenti di Centroveneto Bassano Banca, Gaetano Marangoni e di RovigoBanca, Lorenzo Liviero hanno sottoscritto lunedì 14 ottobre un protocollo di intesa per la fusione dei due Istituti di credito. L’accordo, stipulato con la supervisione della Capogruppo Cassa Centrale Banca, è stato deliberato all’unanimità, nei giorni scorsi, dai rispettivi consigli di amministrazione. 

Dopo la firma del Protocollo di intesa le due banche dovranno redigere il Piano Industriale, che sarà sottoposto al vaglio della Capogruppo e quindi all’esame della Bce; ad esito dei procedimenti autorizzativi le banche potranno assumere la definitiva delibera per la fusione da sottoporre all’approvazione delle Assemblee dei Soci, nel corso della primavera del 2020.

L’operazione parte da lontano, nel solco di una progettualità strategica di largo respiro e sotto il coordinamento della Capogruppo Cassa Centrale Banca. L’aggregazione nasce infatti con una forte progettualità: quella di costruire un Polo Veneto che possa un domani diventare il riferimento di una vasta area del Veneto occidentale. 

Il contesto di riferimento, infatti, induce gli Istituti di credito a ricercare dimensioni più significative per portare a fattor comune le diverse professionalità, rispondere alle sfide di mercato con maggior efficacia e competenza, affrontare i rischi con strutture più articolate e solide, nonché rispondere in modo adeguato alle richieste dei Regolatori che impongono sempre più elevati livelli di qualità degli attivi, maggiore dotazione patrimoniale e redditività.

L’operazione non porterà solo vantaggi in termini numerici e di economie di scala, ma anche di assets degli attivi creditizi con la diversa vocazione dei territori di competenza per gli aspetti produttivi, assicurando  migliore diversificazione e maggiore potenzialità in termini di sviluppo prospettico e di servizio alla clientela.

L’aggregazione è stata voluta, soprattutto per poter mettere a disposizione dei territori di competenza maggiori risorse, per poter offrire ai clienti servizi sempre più competitivi, nonché per dare ai Soci agevolazioni sempre più significative. 

La nuova Banca potrà contare su 52 filiali, senza nessuna sovrapposizione, con una zona di competenza estesa a ben 166 comuni nelle Province di Vicenza, Padova, Treviso, Rovigo e Ferrara. Il personale dipendente sarà pari a 410 persone, mentre i soci del nuovo Istituto raggiungeranno il ragguardevole numero di 13.684 unità. Sulla base delle risultanze contabili al 30 giugno 2019 la raccolta complessiva delle due banche risulta pari a 2.595 mln di euro, di cui 1.720 mln di raccolta diretta e 875 mln di raccolta indiretta. Gli impieghi alla clientela assommano a 1.426 mln di euro, mentre il totale degli attivi è pari a 2.786 mln di euro. Le masse amministrate, infine, sono pari a 4.021 mln di euro.

In ottica patrimoniale i Fondi propri risultano pari a 187 mln di euro, con un total capital ratio del 18,03%. Grande attenzione è stata riposta alla qualità degli attivi. La banca ha inoltre coperture medie del credito non performing superiori al 60%.

Il nuovo consiglio di amministrazione sarà formato da 12 amministratori, guidati dal presidente Gaetano Marangoni, dal vice presidente vicario Lorenzo Liviero e dal vice presidente Rudy Cortese, mentre il collegio sindacale avrà come presidente Gabriele Beggiato. La Direzione generale sarà affidata al Direttore di Centroveneto Bassano Banca, Mariano Bonatto, mentre il Direttore di RovigoBanca Ruggero Lucin assumerà il ruolo di vice direttore Generale, unitamente ad Antonio Alberto Simonetto.

Articolo di Lunedì 14 Ottobre 2019

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