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COLDIRETTI

Oltre un milione di firme per difendere il made in Italy 

Quasi 100 mila firme dal Veneto sono andate a Bruxelles per fermare il cibo falso, una vittoria che condivide anche Rovigo con 10mila firme raccolte

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ROVIGO - Dodici mesi di banchetti nei mercati, nelle piazze, negli agriturismi e durante gli eventi hanno portato la Coldiretti a raggiungere, anzi superare, il milione di firme per chiedere all’Ue di omogeneizzare l’etichettatura dei prodotti alimentari rendendo così più trasparente l’acquisto. “La petizione, che ormai tutti conosciamo – spiega Silvio Parizzi, direttore di Coldiretti Rovigo –, è Stop cibo anonimo presentata all’Europa con il nome specifico “Eat original! Unmask your food che tradotto in italiano significa ‘mangia originale, smaschera il tuo cibo. Tutta la struttura di Coldiretti Rovigo si è attivata fin da subito per questa raccolta firme così importante anche tramite Campagna Amica, che si occupa di mercati e vendita diretta e Terranostra associazione che si occupa degli agriturismi. Abbiamo impiegato, in questa battaglia, tutte le nostre forze, dai giovani ai senior, passando per i dipendenti e ovviamente i soci. Chiediamo all’Ue di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti. I consumatori – conclude Parizzi - non hanno mai esitato a firmare, tutti hanno il desiderio di avere etichette più chiare per una maggiore consapevolezza negli acquisti”.

Al fianco di Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica hanno contribuito alla petizione numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza: Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese), Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco), Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), Slow Food, Fondazione Univerde, Gaia (associazione degli agricoltori greci), Green protein (Ong svedese) alle quali se ne sono poi aggiunte molte altre. Inoltre per essere valida la petizione è stata sottoscritta da sette paesi europei.

“L’Italia è un Paese che da tempo si occupa di proteggere sia consumatori e il Made in Italy – conclude il direttore Parizzi – e Coldiretti è sempre in prima linea per questo pressing sull’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti. Ricordiamo che negli anni Coldiretti ha contribuito e battagliato per avere numerosi traguardi in materia, come l’obbligo di indicare l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 era scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008 vige l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. Ora tocca all’Europa!”.

Articolo di Lunedì 14 Ottobre 2019

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