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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

Da Porto Tolle tutti con il sindaco Roberto Pizzoli

La lista del sindaco di Porto Tolle (Rovigo) Roberto Pizzoli scrive una lettera in favore dei pescatori, per far capire quanto la pesca ha dato al territorio e quanto ancora può dare

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PORTO TOLLE (Rovigo) - La lista Pizzoli sindaco di Porto Tolle e in particolare Sebastiano Boscolo ripercorre la storia della pesca nel comune polesano, facendo presente le tante difficoltà che esso ha incontrato e quanto ancora può dare al territorio; facendo un chiaro riferimento a quella che è l'importanza per loro dei diritti esclusivi di pesca. "Per la gente del Delta, parlare di pesca, significa parlare di un lavoro faticoso ed usurante, un lavoro fatto di enormi sacrifici, che segue i cicli delle stagioni, un lavoro scevro di garanzie e di tutele, un lavoro criticato per vari aspetti, che merita però il rispetto di tutti per quello che rappresentava e tutt'oggi rappresenta".

"La pesca però, non è solo questo: per noi che siamo cresciuti all'ombra del camino della centrale Enel, il settore primario, rappresenta anche tutta la libertà e l'amore per il proprio territorio. Per fortuna, all'inizio del secolo scorso, alcuni precursori, hanno deciso di non abbandonare le proprie origini, di legare il proprio futuro e quello delle generazioni avvenire alla peculiarità che ci rappresenta, fondando le prime cooperative di pescatori".

Proseguendo: "Il lavoro di questi che possiamo chiamare visionari, ha visto dei frutti che forse nessuno avrebbe mai immaginato, circa 2.000 persone impiegate in 14 cooperative consorziate, due porti pescherecci tra i più importanti dell' Adriatico che contano oltre 100 imbarcazioni con un fatturato totale che passa tranquillamente i 70 milioni di euro".

"Il tipo di pesca che maggiormente incide su questi numeri, sia come fatturato che come numero di persone coinvolte, è quello che della vongola verace, attività legata alla concessione da parte della Provincia, dei diritti esclusivi al Consorzio Coopertaive, dall'inizio degli anni novanta. Si provi ad immaginare quindi, come, in circa trent'anni, il tessuto sociale rapresentato dalle comunità deltizie abbia costruito ed adattato la propria vita a questo tipo di attività, con una quotidianità legata alle tempistiche della pesca, da quel che concerne alle più semplici faccende delle famiglie, agli investimenti delle cooperative, a quelli dei soci, alle attività di supporto alle varie frazioni, in funzione del lavoro di oltre 1500 abitanti del nostro comune che lavorano in questo settore".

Sottolineando: "Persone che svolgono il proprio lavoro con profonda passione, rispetto del territorio e delle sue risorse, con spirito di condivisione ed aggregazione; anziani che hanno portato alla pesca figli, poi figli dei figli, un mondo cresciuto con la barca sempre in movimento. Ora proviamo ad immaginare che improvvisamente, tutto questo venga a mancare, che centiaia di famiglie non abbiano più una fonte di reddito, cosa succederebbe ad un territorio come il nostro?".

Concludendo: "Non parliamo di politica su scala internazionale, non parliamo di massimi sistemi di economia finanziaria, parliamo di come a una piccola e laboriosa comunità dovrebbe affrontare il proprio futuro senza alcuna certezza. Serve buon senso, serve la più stretta conoscenza del territorio e dei suoi abitanti, il bene della colletività deve avere il sopravvento sugli interessi e sulle speculazioni, questo deve garantire la politica. Togliere al Delta ciò che lo ha fatto conoscere al livello cui si trova oggi, sarebbe una catastrofe non solo economica anche sociale, significherebbe far venir meno quell' equilibrio creato, in un stema socio- economico, da chi, come i pescatori, vive da sempre in una simbiosi magica con l'ambiente circostante; le conseguenze sarebbero catastrofiche ed inimagginabili soprattutto per i più giovani".

"Noi non vogliamo permettere che questo accada, noi vogliamo essere padroni a casa nostra, vogliamo che i nostri figli possano vivere un futuro sereno nella propria terra, vogliamo che i sacrifici di chi ci ha preceduto non siano vani".

Articolo di Martedì 15 Ottobre 2019

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