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CENTRO STORICO ROVIGO

Da Fratelli d'Italia l'appello al sindaco Gaffeo sul Tribunale

Bartolomeo Amidei ed Elena Gagliardo sollecitano l'amministrazione comunale di Rovigo a proporre una soluzione che impedisca a Roma di scegliere in autonomia

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ROVIGO - Il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Bartolomeo Amidei, unitamente all'avvocato Elena Gagliardo, componente del direttivo nonchè referente in materia di giustizia, intervengono sul tema relativo al possibile ampliamento o trasferimento del Tribunale cittadino.

"Durante la campagna elettorale per le amministrative cittadine a fronte del monito lanciato dal Presidente del Tribunale stesso, Angelo Risi, relativo al trasferimento del palazzo presso il Censer, all’unisono tutti gli allora candidati sindaco erano concordi nel mantenere il palazzo di Giustizia in centro città.
E’ notizia di pochi giorni fa che la situazione rimane in stand by (LEGGI ARTICOLO) a causa del mutamento di Governo romano e del conseguente cambio di interlocutore presso il Ministero.
La situazione è quantomai imbarazzante, poichè nonostante il cambio di referente la situazione rimane la medesima.

Unica certezza è rappresentata dall’esigenza di ampliamento di cui necessita il Tribunale e ciò potrebbe benissimo essere attuato inglobando la struttura che ospitava l’ex carcere trasferitosi da qualche anno e naturale prosecuzione dell’attuale sede giudiziaria.

Una struttura molto spaziosa con spazi aperti oramai lasciata all’incuria del tempo in pieno centro.
In questo modo si preserverebbe il ritaglio storico del palazzo peraltro dall’architettura veneziana molto singolare in città.

Lasciando al situazione in stand by si rischia che il Ministero possa decidere in autonomia senza tener conto delle esigenze di professionisti, cittadini e attività ovvero della città stessa".

Il silenzio va rotto e sollecitiamo il Comune ad attivare un dialogo con il Ministero rappresentando le soluzioni confacenti alla città. E’ l’autorità cittadina che deve segnalare le soluzioni maggiormente favorevoli e convenienti al fine di evitare eventuali decisioni che potrebbero svilire l’obbiettivo di mantenere vivo il nostro centro.
Trasferendo il Tribunale delocalizzandolo, si contribuirebbe a rendere il centro sempre più vuoto con il serio rischio di infliggere una clamorosa “sentenza di condanna“ per molte attività attualmente ubicate nelle vie adiacenti.

Auspichiamo - concludono Amidei e Gagliardo - si possa ripristinare il dialogo con il Ministero e che il Comune si attivi in tal senso quanto prima affinchè il necessario ampliamento possa risolvere ben due problemi".
Articolo di Giovedì 17 Ottobre 2019

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