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RUGBY

100 anni di Maci

Nell’ambito dell’Ottobre rodigino inaugurata una bella mostra per celebrare i 100 anni dalla nascita del mito Mario “Maci” Battaglini, l’eroe della Rovigo ovale raccontata nel libro di Pastonesi

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ROVIGO - La sporta di Maci riportata da Treviso (una riproduzione di quella usata per andare agli allenamenti), in occasione della presentazione della riedizione del libro di Pastonesi “La leggenda di Maci” (LEGGI ARTICOLO), la maglia del primo scudetto, ed una foto suggestiva con il presidente della FemiCz Rovigo Francesco Zambelli, ed il numero uno di Mondovale, Luigi Contegiacomo, motore dell'iniziativa.

Tanti appassionati della palla ovale alla mostra inaugurata venerdì 18 ottobre in Peschieria Nuova a Rovigo, e il 20 ottobre alle 18 verrà proiettato in prima visione la riedizione del film celebrativo “Le roi des buteurs”, diretto da Saverio Girotto.
L'esposizione ha diversi pannelli con foto che tracciano momenti più significativi della vita di Battaglini fino ai giorni nostri, con testimonianze di circostanze, cerimonie e ricordi di un grande mito.


All’inaugurazione tante le autorità presenti, dal vice sindaco Roberto Tovo, all’assessore allo Sport del comune di Rovigo, Erika Alberghini, il presidente del Panathlon di Rovigo, Gianpaolo Milan, l’avvocato Vittorio Cogo, Stefano Padoan numero uno delle Posse rossoblù, il direttore generale della Rugby Rovigo Delta, Roberto Roversi, e consiglieri ed ex giocatori della FemiCz.

A “Maci”, campione con la Rugby Rovigo, il Treviso e in Francia, la città in mischia gli ha dedicato anche lo stadio di viale Alfieri con un monumento, e la sua immagine disegnata sulla tribuna.  Idolo dei ragazzini, morì appena 52enne all’alba del primo gennaio 1971, dopo aver battuto violentemente la testa cadendo dalla bici, per non investire una donna che gli aveva tagliato la strada.

Un idolo divenuto leggenda, nato nel quartiere popolare di San Bortolo fucina di campioni, Maci era diverso, era un gigante buono, un superuomo per l’epoca. La leggenda narra che nello stesso giorno giocò una partita di calcio il mattino, una di rugby dopo pranzo, e un incontro di pugilato la sera.

I primi tre scudetti (1951, 1952, 1953) nel post alluvione portano la sua firma, in Francia i suoi piazzati da 60 metri hanno fatto la storia, il bidello di San Bortolo è entrato nella Leggenda del rugby per essere stato il pioniere azzurro e rossoblù, una forza disumana ed un carattere d’acciaio, ma soprattutto un cuore grande come la sua stazza.

Maci Battaglini è il Nereo Rocco del calcio e meriterebbe un monumento nella sua San Bortolo.

Articolo di Venerdì 18 Ottobre 2019

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