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SETTORE PRIMARIO

La pala di Coldiretti Rovigo celebra i 100 anni a Lendinara

Il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini a Lendinara per il centenario della nascita della “Associazione Polesana tra piccoli proprietari e fittavoli”. Il Italia si operano “scelte politiche nazionali miopi e subalterne all’Europa” in materia

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LENDINARA (Rovigo) – 100 anni sono un bel traguardo molto sentito in  Polesine e la Coldiretti Rovigo l’ha celebrato  sontuosamente riempiendo il teatro Ballarin e la piazza principale mettendo in mostra la propria storia, iniziata  al termine del secondo conflitto mondiale.
A Lendinara si tenne infatti la prima “adunanza fra tutti i piccoli proprietari e fittavoli del Comune per porre le basi della costituenda Associazione Polesana tra piccoli proprietari e fittavoli”.



A fare gli onori di casa al Ballarin è stato il direttore di Coldiretti Rovigo Silvio Parizzi, mentre il presidente provinciale Carlo Salvan ha coordinato i lavori. Presenti per i saluti il sindaco di Lendinara Luigi Viaro, il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara, il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca, il vescovo Pierantonio Pavanello. In platea c’erano molti Sindaci, autorità militari e centinaia di aderenti all’associazione e simpatizzanti, mentre in piazza sono stati organizzati spazi dedicati ai bambini, con animali e un maxi schermo per seguire gli interventi al teatro.

Leonardo Raito ha ricordando la domenica del 1° marzo 1919 in cui, a Rovigo, nacque ufficialmente l’associazione, “Era un momento di forte contrapposizione politica tra agrari liberi e leghe rosse socialiste e di crisi economica che non dava prospettive, specialmente in Polesine”. In quel clima nacque un’unione per difendere la dignità dei piccoli proprietari e per riconoscere valore al loro lavoro, come scriveva l’associazione sul suo foglio, “la causa del piccolo proprietario è la causa dell’agricoltura italiana!”. Il tutto si sviluppò attorno a due temi: la condizione dei lavoratori della terra e la penetrazione degli ideali del cattolicesimo sociale nelle campagne polesane che proponeva una terza via fra capitalismo e socialismo. Nel Polesine “il cattolicesimo sociale” produsse interventi a sostegno dello sviluppo dell’agricoltura con la nascita delle prime “casse rurali”.
Fu proprio il parroco di S. Sofia a Lendinara, come ha ricordato S.E. il Vescovo, a organizzare nel 1892 il primo incontro sul tema delle casse rurali.


L’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan ha, invece, parlato delle emergenze quotidiane come quelle dell’aumento delle faune selvatiche, cinghiali, cormorani, nutrie, lupi, la cimice asiatica ecc. che mettono a repentaglio soprattutto le produzioni ortofrutticole, lamentando la mancanza di attenzione del Governo centrale. “La Regione fa quello che può ma non possiamo permetterci di perdere queste colture che sono alla base delle nostre tradizioni e della nostra economia”.  

Appassionato, lucido e coraggioso è stato l’atteso intervento del presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini che, spesso interrotto dagli applausi, ha levato l’indice sulle scelte politiche nazionali definite miopi e subalterne all’Europa, in un contesto in cui sarebbe stato importantissimo ottenere il Commissariato per il settore agroalimentare. “E’ inutile, ha sostenuto Prandini, pensare alla TAV, a nuove ferrovie e autostrade se non rimettiamo in ordine quelle esistenti spesso disastrate”. Negli ultimi 10 anni la Spagna ci ha superato (esportava 3,5 miliardi di euro oggi ne esporta 13 miliardi mentre l’Italia è ferma a 5. Questo perché la Spagna è in grado di trasportare le sue merci, specialmente quelle deperibili, più velocemente di noi, conquistando i mercati del nord Europa. Manca un piano infrastrutturale che salvaguardi le esigenze delle imprese per creare le condizioni affinché tornino a essere competitive. Serve però un’azione politica europea diversa e più coordinata, che non accetti liberi scambi in cui si preveda l’importazione di carni avicole e rosse da paesi come Argentina e Brasile (i più inquinanti in agricoltura) o cereali dal Canada (problema del glifosato). E che dire, si è chiesto Prandini, delle sanzioni imposte alla Russia, esclusivamente per fare una cortesia agli Stati Uniti, definite “una sciocchezza che penalizza l’agroalimentare italiano per più di 1,2 miliardi all’anno, col paradosso beffardo che oggi Trump attua dazi differenziati per Paese, misconoscendo l’Europa come entità politica”.

L’incoerenza non paga, bisogna affermare il principio di reciprocità introducendo misure compensative con politiche a sostegno delle eccellenze comunitarie. Però l’Europa deve capire che è l’agroalimentare il vero motore dello sviluppo e lo si fa a partire dall’equiparazione dei controlli fra gli stati membri: “Qualcuno dovrebbe spiegare come fanno in Romania, Estonia, Polonia o Lituania, a produrre il biologico dove non ci sono le condizioni climatiche necessarie”.

“Ecco allora, ha concluso Prandini,  che la forza di Coldiretti può recitare un ruolo nel far valere questi principi e la tutela della qualità riconosciutaci a livello mondiale; il 7 novembre faremo una manifestazione nazionale dove presenteremo alla politica un disegno di legge specifico per i danni causatici dall’esplosione incontrollata della fauna selvatica compresa la sterilizzazione dei lupi e l’utilizzo della carne dei cinghiali” con buona pace della Brambilla e degli ambientalisti da salotto (e qui l’applauso è divenuto ovazione).

La mattinata è proseguita visitando la mostra fotografica allestita vicino alla piazza Risorgimento, dove, prima del buffet, un gruppo di scolaresche ha accolto festosamente gli illustri ospiti.
 
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Venerdì 18 Ottobre 2019

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