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AMBIENTE

La discarica di Villadose per Terre Nostre andrebbe chiusa e bonificata, non ampliata

La triste constatazione di Lucia Pozzato di Terre Nostre dopo l’incendio in discarica a Villadose è che il territorio è martoriato dalla presenza di siti inquinanti e pericolosi. La bomba ambientale ha un innesco facile

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VILLADOSE (Rovigo) – “L'incendio verificatosi nella notte di giovedì 17 ottobre 2019, nella discarica Taglietto 1 a Villadose è l'ennesimo episodio allarmante che accade in un territorio stipato di siti potenzialmente pericolosi”. Così Lucia Pozzato del comitato Terre Nostre che commenta l’episodio dell’incendio in discarica di Taglietto 1 a Villadose (LEGGI ARTICOLO).

“Non si tratta del primo incendio che colpisce una delle nostre discariche, che va ad aggiungersi ad altri che recentemente hanno colpito siti di stoccaggio e aziende legate alla gestione del ciclo dei rifiuti in tutto il Veneto. I rifiuti, si sa, sono terreno fertile per le mafie, per questo l’attenzione su siti come il nostro deve essere massima, sia sul fronte ambientale sia su quello economico-amministrativo.
Se ancora non si conoscono cause e livello di inquinanti diffusi nell'aria ieri sera è comunque chiaro che il pericolo di un incidente nella discarica è reale: la discarica è già di per sé normalmente un elemento di forte minaccia ambientale e alla salute con conseguenze gravi per il territorio di Villadose e i paesi limitrofi”.
“Che si possano sprigionare improvvisamente incendi in un sito di stoccaggio di rifiuti, pure speciali, dovrebbe porre dubbi seri sulla sicurezza dell'impianto che si vorrebbe, oltretutto e con poco buon senso, ampliare – continua Pozzato - Non è ancora dato sapere se ciò che è accaduto sia fatalità o dolo, ma la bomba ecologica e, di conseguenza, sanitaria, sembra avere facile innesco e questo fa nascere naturale la nostra richiesta: questa discarica deve essere chiusa e bonificata”.

“In passato e nel presente si sono sempre considerate vantaggiose le compensazioni economiche all'insediamento di tali impianti, ma, alla luce di questi episodi di potenziale rischio, chiediamo ai cittadini e a chi li amministra se valga la pena avere qualche metro di asfalto in più, un impianto sportivo o un po' di lampioni aggiuntivi, di fronte alla prospettiva dell'insorgere di patologie sanitarie e deperimento ambientale, connessi comunque anche alla decadenza dei valori del patrimonio immobiliare del paese.
Noi pensiamo che la risposta sia No”.

Terre Nostre chiede che sia calendarizzata al più presto una seduta del Tavolo Tecnico Ambientale per discutere di questo episodio e programmare un’assemblea pubblica a Villadose sui problemi ambientali: “i cittadini hanno diritto di sapere, di confrontarsi, di capire” conclude Luia Pozzato.
Articolo di Venerdì 18 Ottobre 2019

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