Condividi la notizia

SERVICE

Al Rotary si è parlato di lavoro

Ogni mese nel Veneto sono richiesti 20/30mila lavoratori ma il 40% sono introvabili. Tiziano Barone (direttore di Veneto lavoro) ha parlato al Rotary club Altopolesano (Rovigo) sul tema quanto mai attuale

0
Succede a:

BADIA POLESINE (RO) – Introdotto dal presidente del club Martino Beggio, il 15 ottobre, Tiziano Barone (direttore di Veneto lavoro) ha parlato al Rotary club Altopolesano sul tema quanto mai attuale del Lavoro in un momento in cui la disoccupazione giovanile ha un’incidenza del 40% nella nostra Provincia.

Presentato, come di rito, dal segretario del club Stefania Turazzi che si è cimentato nella lettura di un corposo curriculum dell’ospite, il direttore di Veneto lavoro ha affrontato il complesso tema degli ammortizzatori sociali in relazione al problema della disoccupazione dettagliandone le dimensioni, anche attraverso gli interventi dialettici dei soci, impressionati dai dati presentati e incuriositi dalle possibili soluzioni proposte.

I dati Istat sono impressionanti, se si considera che la nostra regione è considerata fra i motori dell’economia nazionale ma riscontra, a maggio di quest’anno, 55.900 disoccupati articolati in: 5.900 (il 10% del totale) candidati al reddito di cittadinanza, 20.500 (il 36,8%) “licenziati resilienti” con difficoltà di reinserimento lavorativo, 7.200 (12,9%) adulti con elevato titolo di studio e qualifica, facilmente reinseribili e 22.200 (39,8%) precari giovani ed istruiti ma con elevato rischio di rimanere disoccupati. “Va però precisato – ha detto il relatore - che in termini assoluti, nel Veneto, stiamo parlando di 32mila giovani inoccupati (circa il 15% del totale), pari al 6,3% della forza lavoro un dato, quindi, non elevatissimo”. Nel 2008 il tasso di disoccupati era al 3,5%, ora siamo 6,3%, un dato che può migliorare ma da intendersi come stabilizzato. Qui entrano in gioco i “Servizi per il Lavoro” definiti da Barone il “Pronto soccorso per il lavoro”; un’idea organizzativa che mira a convogliatore l’offerta verso la domanda valutando i singoli profili con gli strumenti messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione e dai Centri per l’impiego quali le infrastrutture informative, telematiche, conoscitive attraverso i quali i disoccupati possono trovare un aiuto.

Per inquadrare il problema bisogna preliminarmente considerare che il rapporto fra i disoccupati e la forza lavoro costituisce il tasso di disoccupazione per cui chi lavora saltuariamente gonfia i numeri ma non è detto che sia escluso dal mondo del lavoro (pensiamo agli stagionali). In ogni caso il 60% dei disoccupati sono rappresentati da quelli  che hanno perso il lavoro in età matura.

Fra le informazioni interessanti esposte da Barone, quella del precariato merita una precisazione: “Quando si pensa al mercato del lavoro viene spontaneo pensare al problema della precarietà ma, in questo caso, si tratta di  una Fake news se è vero che il 78% dei contratti sono a tempo indeterminato, se è vero che i nuovi assunti prevalentemente sono a tempo determinato è altrettanto vero che poi si stabilizzano”.

Questo introduce il grande tema delle competenze. Ogni mese nel Veneto sono richiesti 20/30mila lavoratori ma il 40% sono introvabili specialmente nella fascia alta perché mancano le competenze richieste dalle aziende, significa che bisogna investire nella formazione obbligatoria passando dal diritto al dovere della formazione. È fondamentale che tutti facciano la formazione ben oltre l’istruzione scolastica. L’Academy aziendale (una scuola d’impresa dove si mettono in condivisione saperi, valori, comportamenti, strategie per la crescita di manager, quadri, giovani talenti e collaboratori interni) in questo diviene uno strumento formidabile e anche economico. Non meno importante risulta il contesto ambientale come il welfare aziendale (l’esempio di Loxottica è illuminante) che risulta indispensabile per trattenere i migliori. Accademy (possibile anche con le pillole formative utilizzabili ovunque) e welfare aziendale diventano il binomio per la motivazione del capitale umano e per migliorare l’asset dell’organizzazione. Poi, sconfinando nella filosofia, il direttore di Veneto lavoro ha pure affrontato la visone attuale della società che divide l’uomo consumatore dall’uomo lavoratore con la conseguenza che tutta una serie di provvedimenti governativi non a caso mirano al rilancio dei consumi per rivitalizzare l’economia ma il problema resta quello della qualità dei consumi.

Sono stati graditi ospiti della serata Andrea Osti e Federico Alker grande conoscitore della “macchina” pubblica ed esperto di fama sui fronti del digitale e dei servizi.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 19 Ottobre 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it