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COMUNE

Minoranza ai ferri corti invoca l’intervento del Prefetto

I consiglieri Fabrizio Siviero, Mattia De Gaspari, e Vincenzo Martarello chiedono lumi al sindaco di Arquà Polesine (Rovigo) sulle decisioni prese, ma non ottengono la documentazione sulla nomina del consigliere politico. E’ guerra.

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Il sindaco Chiara Turolla e il Prefetto Maddalena De Luca

ARQUA’ POLESINE (RO) - La minoranza del consiglio comunale chiederà un incontro con il Prefetto per riportagli le problematiche sulla conduzione della maggioranza nell’amministrare il Comune di Arquà Polesine. “Vogliamo chiarezza sulla regolarità della nomina a “consigliere politico del sindaco” di Luigina Rossi, sostituita dalla carica di assessore nella vecchia amministrazione, in quanto consapevole di non avere molte chance per essere rieletta a consigliere, perchè poco gradita nell’ambito comunale. “Uscita dalla porta e rientrata dalla finestra” – dicono i consiglieri Fabrizio Siviero, Mattia De Gaspari, e Vincenzo Martarello -. Chiediamo le motivazioni sull’ostacolo agli accessi degli atti comunali. E’ da maggio che siamo entrati in consiglio comunale e che il nostro capogruppo Siviero chiede all’amministrazione di accedere agli atti. Ma quello che ci consegnano riguardano solo le pratiche più leggere, con scuse prive di fondamenta, un giorno è in ferie l’ingegnere, un’altra il ragioniere, oppure che occorre l’autorizzazione del segretario, tant’è che alla fine il 25 settembre la minoranza ha inoltrato all’amministrazione una diffida legale per avere i documenti. E mercoledì 9 ottobre, è stata convocata in Comune per parlare delle regole per l’accesso agli atti comunali. 

“Ne siamo usciti con la promessa che lunedì 14 ottobre ci avrebbero dato tutte le documentazioni da noi richieste – dicono i consiglieri -. Nulla di vero, perché la maggioranza ha rinviato la consegna a mercoledì 16 ottobre. E anche in quel caso nulla di buono è stato fatto. La legge dice che c’è un mese di tempo per consegnare i documenti e invece ne sono passati più di tre e la nostra pazienza ha un limite. Basterebbe fare una fotocopia e tutto sarebbe risolto”. Altra problematica è la sicurezza. “E’ assurdo che il sindaco Chiara Turolla voglia incolpare, per la mancanza del certificato prevenzione incendi (la scia, riguardante il castello) un ex assessore del 2010, oggi consigliere di minoranza Fabrizio Siviero, quando in quel tempo la stessa Turolla era vice sindaco nonchè assessore al bilancio e alle politiche giovanili – spiegano -. Poi ha avuto 5 anni di mandato amministrativo per poterlo fare, ma l’unica cosa che è riuscita a fare è stato impegnare 3806,40 euro per incaricare lo studio associato Massarotto di  predisporre la redazione della progettazione tecnica e revisione del progetto per l’attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio del castello. Ma a tutt’oggi, a quasi 2 anni dall’incarico, all’ufficio tecnico non è arrivato nessun documento inerente la Scia. Siamo stati invitati noi di andare allo studio associato Massarotto a chiedere i documenti.  E’ assurdo e tutto questo va a discapito dei cittadini, anche perché dopo la nostra richiesta di chiarimenti tutti gli eventi programmati in castello (concerti, incontri, feste, università popolare ect.) sono stati trasferiti presso i locali della parrocchia. Incompetenza, menefreghismo o ignoranza amministrativa?”

I tre consiglieri dichiarano che rappresentano il 40 per centro degli elettori di Arquà Polesine ed hanno il dovere e l’obbligo di informarli di come l’amministrazione sta procedendo con il suo secondo mandato. ”E chissà che anche l’altro 60 per cento si renda conto in che mani si sono messi.” Ulteriore problematica è poi la macroarea “l’amministrazione Turolla, a differenza di Villamarzana, ha bloccato di fatto lo sviluppo e l’economia del nostro Paese negli ultimi 5 anni e tutto l’indotto ne sta soffrendo. Ci potrebbero essere posti di lavoro e ricchezza. Invece c’è solo un’area abbandonata al degrado. Tutti hanno il diritto di sapere come stanno veramente le cose. L’amministrazione Turolla in questi anni ha incaricato avvocati e tecnici, spendendo denari pubblici destinati alla comunità, per garantire la sicurezza idraulica di via Madonnina e delle aziende inserite nella Macroarea, ma invece si andrà ad approvare quello che era già stato previsto con la variane del 2014 (bocciata dalla giunta Turolla) con il sospetto che alla fine più che di un accordo ci sia stato un “baratto”.  Chi assicura il sindaco Turolla che la somma di circa  357mila euro risparmiati sui lavori della Macroarea, rimarrà nelle casse comunali? ” concludono i consiglieri.

Articolo di Lunedì 21 Ottobre 2019

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