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SANITA’

Il premio onora l’Oncologia dell’Ulss 5 Polesana

In occasione del XXI Congresso Nazionale Aiom verrà premiata la dottoressa Milena Gusella, per uno studio terapeutico sul Carcinoma mammario ideato dall’UOC dell’Ospedale di Rovigo diretta da Cristina Oliani

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ROVIGO - L’associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) comprende tutti gli oncologi italiani e si interessa dei vari aspetti dell'oncologia a 360 gradi. In particolare è impegnata a fianco del paziente per rendere più perseguibili l'obiettivo della miglior cura.

In occasione del XXI Congresso Nazionale Aiom, nel corso della Sessione Speciale “Aderenza alla terapia: progetto Europeo 2019 – 2020”, che si svolgerà sabato 26 ottobre, sarà consegnato il Premio Aiom 2019 Carcinoma mammario alla dottoressa Milena Gusella per il lavoro presentato come primo autore dal titolo “Non-adherence to tamoxifen adjuvant therapy through plasma level assessment among early breast cancer patients in Northern Italy”.

Il progetto è rivolto alle donne operate di tumore al seno, che assumono terapia ormonale allo scopo di evitare la ripresa della malattia e favorire la guarigione completa. 

Lo studio è stato ideato dall’Uoc di Oncologia dell’Ospedale di Rovigo diretta dalla dottoressa Cristina Oliani ed ha avuto l’adesione di 22 altri centri oncologici, soprattutto della regione veneto. Iniziato nel 2009, ha arruolato più di 1000 pazienti, che continuano ad essere seguite per il loro stato di salute. Lo scopo è individuare le pazienti che, per motivi dipendenti dal metabolismo, non sono in grado di attivare il farmaco a loro somministrato e potrebbero quindi non ottenere il massimo beneficio dal trattamento. La personalizzazione ed ottimizzazione delle cura è il traguardo da raggiungere. 

Il lavoro premiato all’Aiom contiene una parte dei risultati dello studio, e descrive quanto le donne del nord Italia rispettino la prescrizione della terapia. Assumere regolarmente il farmaco è infatti fondamentale per ottenere un buon esito. 

Misurando i livelli del farmaco presenti nel sangue delle pazienti si è potuto evidenziare che una parte non lo assume correttamente, ottenendo delle concentrazioni che non possono garantire l’effetto dovuto. Agire in questo ambito, migliorando la consapevolezza e responsabilità delle pazienti è un impegno che dovrà essere tenuto in considerazione.

Lo studio è stato finanziato inizialmente dalla Regione Veneto tramite un Bando per la ricerca sanitaria finalizzata, e successivamente è stato supportato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sezione di Rovigo; con le campagne di raccolta fondi nel territorio della Provincia di Rovigo, il 5x1000 e contributi ottenuti dalla Sede Centrale, LILT ha inoltre sponsorizzato numerose borse di studio per giovani ricercatori che hanno contribuito e continuano a portare avanti con entusiasmo la realizzazione dello studio.

Il premio onora senz’altro l’Oncologia dell’Ulss 5 Polesana e la LILT per l’unione delle forze nel supportare la ricerca a favore dei pazienti.

Articolo di Mercoledì 23 Ottobre 2019

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