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ROVIGOFINANZA

Soldi in conto corrente a rischio, tre passi per non perdere potere d’acquisto

Paolo Rimbano, consulente finanziario, mette in guardia sulla liquidità in conto corrente, un tempo ricercata oggi costosa. Banche e tassi negativi: che fare?

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Giovedì 24 ottobre 2019 si è tenuta l’ultima riunione Bce con a capo Mario Draghi. La storia lo ricorderà per il “Whatever ittakes” (frase pronunciata il 26 luglio 2012 per affermare che la Bce avrebbe fatto “tutto il necessario” per preservare l’euro) e per l’era dei tassi negativi che stanno mettendo sotto stress l’intero sistema.

La liquidità sui conti correnti, che un tempo le banche cercavano e remuneravano, ora per le banche è diventata un problema, perché rappresenta un costo dello 0,5% annuo. In Germania alcune banche hanno iniziato a scaricare questo costo sui correntisti, applicando tassi negativi sulla liquidità in conto corrente. In pratica i correntisti pagano per tenere i soldi in conto.

Dalle dichiarazioni dei giorni scorsi, Unicredit sembra essere la prima banca italiana intenzionata ad applicare tassi negativi sui conti correnti, probabilmente a partire da importi superiori al milione di euro. Questa notizia ha fatto subito scattare l’ansia di risolvere il problema, tanto che il Sole 24 Ore vi ha dedicato una guida del 24 ottobre intitolata “Andare oltre il conto corrente”.

Ho scelto di dedicare due articoli a questo tema, davvero di grande attualità, per dare alcune indicazioni pratiche.

Non è detto che il problema si manifesti davvero, ossia non è detto che le banche italiane scelgano la strada dei tassi negativi sui conti. Ma è giusto vivere la questione come un’emergenza, con un po’ d’ansia, perché anche se non arriveranno i tassi negativi sui conti abbiamo già l’inflazione che erode il valore reale del nostro saldo di conto corrente (vedi articolo del 12 maggio 2019 LEGGI ARTICOLO): sempre un articolo de Il Sole 24 Ore di questi giorni afferma che i soldi sotto il materasso sono un pessimo affare, in quanto in 20 anni 1000 euro sono diventati 588 euro per effetto dell’inflazione.

Nessun risparmiatore vuole perdere, ma oggi tutti lo stanno facendo: stanno perdendo potere d’acquisto sui soldi in conto corrente. Il problema è che si tratta di una perdita occulta, che non si vede e percepisce. La realtà è che dobbiamo muoverci, e i tassi negativi sui conti avrebbero l’effetto di far muovere i risparmiatori, perché la perdita in questo caso sarebbe ben visibile.

Stabilito che bisogna muoversi, a meno di non voler accettare una perdita certa, il problema diventa come muoversi.

Primo passo, banale, è quello di muoversi per ridurre i costi (che per un conto in Italia superano anche i 200 euro all’anno). Se in banca non ci andate mai oggi il vostro conto deve costare zero. Se non è così guardatevi attorno e cambiatelo. Su questo potete rivedere l’articolo del 31 marzo 2019 (LEGGI ARTICOLO).

Il secondo passo è quello di iniziare a capire se ci sono alternative che siano coerenti con il vostro profilo di rischio, partendo dalle più garantite. Se ad esempio avete i soldi in conto perché siete molto conservativi e avete paura di “perdere il capitale”, potreste cercare una soluzione in due strumenti molto differenti: i conti deposito e le polizze assicurative di Ramo I (anche dette rivalutabili o collegate a gestione separata assicurativa) che, garantendo il capitale, sono ancora in grado di remunerarlo. Nel prossimo articolo, che vi consiglio di non perdere, proporrò un confronto tra conto deposito e polizze di Ramo I (che personalmente considero oggi come un’oasi in questo deserto finanziario).

Non fermatevi qui, fate anche un terzo passo. Se mi fermo al conto deposito o alla polizza di Ramo I in realtà non ho effettuato alcuna pianificazione. Non ho definito alcun obiettivo e sto continuando ad avere un orizzonte molto breve su tutto il mio risparmio. Ho solo parcheggiato la liquidità, che comunque è già meglio di niente. Ma non posso fermarmi qui. Almeno su una parte della liquidità devo iniziare a pianificare, a chiedermi quant’è la liquidità che non userò nei prossimi 5-10 anni e definire come posso gestirla per fare in modo che quando mi servirà sia aumentata anziché erosa dall’inflazione. Il consiglio è di iniziare, anche con poco, perché fare esperienza del mondo finanziario è la prima forma di educazione finanziaria. Entro in questo mondo perché da dentro lo capisco meglio e questo mi aiuterà a gestire meglio il mio risparmio, senza le paure che nascono dalla mancanza di conoscenza. Se siete ancora estranei a questo mondo entrateci con gradualità, ad esempio sfruttando la bellissima logica dei Piano di Accumulo del Capitale (i Pac di cui ho parlato nell’articolo del 28 aprile 2019 LEGGI ARTICOLO).

Ricapitolando:

- Controllate i costi del conto corrente e se necessario muovetevi per ridurli;
- Leggete il prossimo articolo nel quale vedremo le due forme di impiego della liquidità meno impegnative a livello di rischio (conti deposito e polizze di Ramo I);
- Quantomeno iniziate un piano di accumulo con orizzonte di lungo periodo: vi sarà utilissimo per la vostra educazione finanziaria.

Paolo Rimbano

 

 

Articolo di Domenica 27 Ottobre 2019

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