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SALUTE

Prevenire l'ictus, tutto quello che si può e deve fare

A Villanova del Ghebbo (Rovigo) l'incontro con gli specialisti Vittorio Pengo e Mauro Chinaglia. Tantissime domande dal numeroso pubblico presente

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VILLANOVA DEL GHEBBO (ROVIGO) - Il pubblico non terminava di fare domande durante l’incontro a Villanova del Ghebbo sull’ictus di martedì 29 ottobre. L’argomento ha suscitato molto interesse nella popolazione polesana e il professor Vittorio Pengo dopo aver materialmente illustrato con disegni semplici, ma efficaci come si forma una placca ateromasica, come funziona  il cuore, come si manifesta la fibrillazione atriale ha risposto ai quesiti che uno dopo l’altro gli venivano posti. La fibrillazione atriale è una patologia diffusa che mette una persona a rischio ictus, spesso è asintomatica e il paziente non avverte palpitazioni per questo è buona pratica che il medico controlli il polso dei pazienti, oppure recarsi in farmacia e farsi misurare la pressione con apparecchi in grado di rilevare la fibrillazione atriale e poi andare dallo specialista.

Il pubblico ha fatto  molte domande anche sul forame ovale pervio, un’anomalia del cuore, una “porta“ tra atrio destro e atrio sinistro che può essere aperta quando la pressione dell’atrio destro supera quella dell’atrio sinistro e può essere attraversata da un trombo che poi arriva al cervello e causare un ictus. Erano presenti in sala polivalente a Villanova del Ghebbo alcune  persone che hanno avuto questa terribile malattia in età giovanile tra i 40, 50 e 60 anni. Quattro giovani donne apparentemente senza fattori di rischio, hanno avuto un ictus ischemico tra i 40 e 50 anni mentre utilizzavano un contraccettivo combinato. Dopo aver effettuato esami approfonditi durante il loro ricovero in stroke unit a Rovigo, tre di loro hanno scoperto di avere il forame ovale pervio, una delle donne invece ha scoperto di avere una mutazione genetica trombofilica.
L'ictus cerebrale normalmente  è causato  da una patologia cronica come l'ipertensione arteriosa, l’arteriosclerosi o una patologia cardiaca. E’ fondamentale la prevenzione primaria cioè attuare quelle strategie di comportamento  che prevengono l’ictus  come il controllo dell'arteriosclerosi, eliminazione del fumo; controllare la pressione arteriosa, effettuare la diagnosi di un eventuale diabete; controllare l’obesità tramite esercizio fisico e  dieta. Mauro Chinaglia, specializzato in neurologia, attivo in  Stroke Unit a Rovigo fino al 2017, ha consigliato dai 65 anni  di  controllare  eventuali occlusioni dei grandi vasi del collo e della testa tramite ecodoppler transcranico, un esame veloce, indolore e non invasivo che permette in pochi minuti di vedere se si è a rischio ictus. Inoltre ha raccomandato vivamente di non sottovalutare le Tia, termine che definisce un'ischemia transitoria i cui sintomi si risolvono entro 24 ore. Le Tia spesso annunciano la prossima manifestazione di un’ictus, ma vengono spesso trascurate dai pazienti.

Il termine Tia ('transient ischemic attack') denominava nella vecchia definizione un'ischemia transitoria i cui sintomi si risolvono entro 24 ore, oggi questa formale distinzione non viene più ritenuta significativa e anche le Tia, se confermate tali, sono considerate ischemie. Poiché l'evento acuto in genere si manifesta solo nella parte destra o nella parte sinistra del cervello, anche i sintomi sono spesso lateralizzati e includono la perdita della sensibilità in un lato del corpo o del viso, la paralisi di un lato del corpo o del viso, la perdita della vista nel campo visivo sinistro o destro. In America hanno coniato l’acronimo Fast da face, arm, speech e time per  individuare pochi, ma significativi segnali di un ictus.

Articolo di Lunedì 4 Novembre 2019

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