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RUGBY PERONI TOP12

Note bagnate da Colorno

Non c’è solo il risultato da salvare dalla trasferta di Colorno, FemiCz Rovigo con una mischia solida e progressi costanti in rimessa laterale, e finalmente un mediano d’apertura in grado di risolvere i problemi

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ROVIGO - Ho avuto il piacere di partecipare alla trasferta della comitiva delle Posse-Rosso-Blu a Colorno, per vedere con i miei occhi la nuova Rugby Rovigo. Fino a ieri avevo visto poco per cui, avendo un giorno libero, ne ho approfittato per farmi un’idea sui nuovi giocatori e sulla squadra in generale. 

Purtroppo al termine della partita molti dubbi e questioni sono rimaste irrisolte e l’impressione generale che ne ho tratto è che la squadra sembra ancora un cantiere aperto dove si sono buttate giù solo le fondamenta e la struttura dell’edificio esiste solo sul progetto del suo architetto. 

Ciò non toglie che alcune certezze si sono viste a tratti, speriamo durino e si consolidino con il procedere del campionato. Come per esempio la rimessa laterale, nota dolente della passata stagione, sembra che si sia trovata la chiave di lettura giusta e adesso questo meccanismo non mostra particolari problemi. 

Anche sul piano del giocatore che ricopre il difficile ruolo di mediano di apertura sembra che la Rugby Rovigo abbia trovato finalmente, dopo molto tempo, un valido interprete degno del blasone della squadra. Andrea Menniti-Ippolito è il giusto mediano che Rovigo bramava di avere da anni. Ha il giusto senso degli spazi nel campo, sa calciare con precisione chirurgica nelle situazioni di difficoltà per districare il gioco e togliere le “castagne dal fuoco”. E’ molto elegante sia fuori che dentro al campo e ricorda molto i vecchi mediani dei bei tempi andati che uscivano a fine partita con la maglietta più pulita di tutti i suoi compagni. Anche nel saper centrare i pali da distanze siderali e nel saper far vincere la propria squadra all’ultimo minuto e con all’ultimo calcio utile ricorda molto il biondino passato da queste parti tanto tempo fa e che tanto ha contribuito a far crescere il mito della maglia dei bersaglieri

Se si pensa che nella squadra del Colorno erano presenti molti giocatori ex-rossoblu (Halvorsen, Cicchinelli, Mantelli, Pasini, Lucchin) viene quasi da pensare che il Rovigo ieri abbia giocato contro il se stesso dell’anno scorso. Sicuramente è stato così nel ruolo dell’apertura e il risultato finale della partita conforta l’animo e scaccia ogni dubbio riguardo il mercato compiuto quest’estate dalla società. Di tutt’altra opinione sono invece riguardo il reparto degli avanti, a lunghi tratti ha dominato il Colorno, ma a confortarci viene il pensiero riguardo i recenti acquisti che dovrebbero risolvere un problema di solidità e sostanza in mischia chiusa e nel gioco in generale. 

Onestamente non sono d’accordo con l’opinione dell’allenatore (leggi articolo) riguardo l’unica cosa da salvare della partita di ieri, ovvero “il risultato”. Sicuramente da un punto di vista sportivo l’unica cosa che conta è il risultato di una partita, e su questo non ci piove, soprattutto in caso di vittoria e se ad affermarlo è un interprete coinvolto nel ruolo per costruirlo. Ma da un punto di vista del tifoso, vista la giornataccia dei nostri e vista la giornataccia meteorologica, l’unica cosa che salverei della giornata di ieri è il tifo e la passione dei pochi tifosi rossoblu che hanno avuto la pazza idea di seguire i propri amati colori fino ai confini del mondo, sopra una tribuna scoperta, sotto la pioggia. Veramente un gran bel gesto di attaccamento e amore verso la squadra. 

Passano gli anni, cambiano gli interpreti, ma la passione dei tifosi della Rugby Rovigo rimane sempre inalterata e incorruttibile nel tempo. 

E’ un po’ come il primo amore, ci si può fidanzare, sposare, separare e rifidanzare di nuovo, ma nell’intimo del nostro cuore nel più profondo silenzio, inconsciamente si nasconde agli altri, il nostro primo amore.

Stefano Padovan 

Articolo di Lunedì 4 Novembre 2019

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