
4 NOVEMBRE VILLANOVA DEL GHEBBO
L’Europa è il frutto del sacrificio degli uomini della prima e della seconda guerra mondiale
Consiglio comunale e consiglio comunale dei ragazzi si sono dati appuntamento domenica 3 Novembre davanti all’alzabandiera nel giardinetto del monumento dei caduti di Villanova del Ghebbo
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Il sindaco Gilberto Desiati nell’omaggiare le Forze armate che proteggono i valori della nostra Repubblica, e ricordare i caduti della prima guerra mondiale, ha ricordato come l’Italia di inizio novecento del secolo scorso era attraversata da quel fenomeno europeo chiamato “nazionalizzazione delle masse”, che oggi si sta riproponendo in modo sorprendente vista la distanza temporale e socio-economico del presente rispetto al 1914. Oggi come allora, la cultura attraverso la propaganda ripropone il culto della Nazione intesa come casa omogenea di un popolo, nonostante la storia, la geografia, la demografia e la biologia diano risultati profondamente opposti. La citazione è andata agli studi di Davide Pettener, antropologo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, che attraverso la ricerca sull’origine degli italiani ha provato che gli italiani sono un mix di varie popolazioni che hanno attraversato la penisola in flussi migratori iniziati nel Neolitico e proseguiti per secoli grazie a Svevi, Germani, Arabi, che hanno lasciato i propri geni nel nostro paese. Quindi ancora oggi la Nazione ed il suo culto diventano un grande contenitore che ha congelato e conservato negli anni l’odio. Il risultato della grande guerra furono i milioni di morti, tra cui anche quelli delle rivoluzioni successive al 1918 in Finlandia, Anatolia, Caucaso, Irlanda, Germania, Russia, Bulgaria e Grecia. Il gioco della guerra tra nazioni diventò il più profittevole degli affari finanziari.
Quindi il senso della festa del 4 novembre lo si ha se si esce dall’epico collegamento tra l’Idea di Nazione Italia ed il sacrificio umano della prima guerra mondiale, a cui va sempre il nostro rispetto ed l’eterno omaggio e se ci si concentra sul grande progetto di Pace nato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, dopo Auschwitz e Hiroshima, per archiviare l’età degli odi nazionali.
Difatti è l’Europa il frutto del sacrificio di uomini della prima e della seconda guerra mondiale. Il confronto tra stati ha senso politico solo se inserite all’interno di progetti di cooperazione europea ed internazionale, per far valere ovunque ciò che vale ed è scritto nella Costituzione della Repubblica Italiana.
L'articolo 2 della Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Per fare questo è necessario ogni giorno combattere una nuova battaglia del Piave contro l’odio, l’intolleranza, la xenofobia e il razzismo. L’assenza di una mediazione politica, culturale, religiosa, determinerà che il Nazionalismo e l’odio saranno una delle risposte possibili, di certo rassicuranti nel breve termine, ma che lanciano lunghe ombre verso un futuro dove l’umanità sarà risucchiata nuovamente in un vortice di paura e violenza. Per evitare nuovi conflitti, è importante che l’Italia e le Forze armate inserite in un orizzonte europeo perseguano ancora politiche lungimiranti che valorizzino il dialogo, la cooperazione, l’Unità di intenti e di politiche per la realizzazione del Bene comune, che sarà tanto più efficace e duraturo se fondato sui principi di equità e di sostenibilità globale.
Il sindaco del consiglio comunale dei Ragazzi Asia Carraro insieme ai consiglieri Denis Chiaron, Giorgia Baccaglini, Emma Pratello, Ester de Tomi, Emma Rossi, Nicolas Previato, Maria Centanin, Tommaso Modena, Alessandro Rossi hanno sottolineato l’importanza di impegnarsi ogni giorno sin dalla loro giovane età, come se fossero in una trincea ideale, per conservare, preservare, migliorare l’ambiente e salvare il pianeta dal cambiamento climatico per rispetto della Vita e del loro futuro, molto spesso compromesso per le scelte fatte in passato e poco rispettose delle generazioni future. Si chiede un nuovo patto intergenerazionale, sacrifici oggi per star meglio domani, come i nostri nonni in trincea durante la prima guerra mondiale.
Un rimando finale è stato fatto a Greta Thumberg ed al suo discorso fatto all’Onu in cui si chiede in modo diretto più responsabilità da parte di chi governa i vari paesi affinchè non pregiudichino la vita delle generazioni future. Il segretario dell’associazione dei combattenti e reduci Augusto Ghirardello ha salutato i presenti con un commovente richiamo alle generazioni passate e a quanti presero parte alla grande guerra ed ai caduti al fronte.
Articolo di Mercoledì 6 Novembre 2019
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