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CONFRONTO IN PESCHERIA NUOVA

I protocolli di affido dei bambini funzionano, "Ma il dolore è sempre tanto"

Venerdì 8 marzo a Rovigo si affronta il tema dei diritti dei bambini e delle famiglie fragili con Liviana Marelli. L'annuncio di Massimo Mantoan, Mirella Zambello e Giuseppe Traniello Gradassi

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ROVIGO - Tavolo di confronto venerdì 8 novembre in Pescheria Nuova a Rovigo dal tema: I diritti dei bambini e della famiglie fragili. Risorse e criticità dell'affido. La necessità di ribadire quanto fanno il sistema dei servizi e gli operatori del territorio nasce dopo lo scoppio del caso di Bibiano e "la strumentalizzazione di minori e famiglie che ha fatto la parte più becera della politica, portando avanti mala informazione e alimentando sfiducia nella gente in un servizio di cui c'è estrema necessità" ha condannato Giuseppe Traniello Gradassi che come segretario provinciale del Pd organizza il dibattito. Accanto al Pd ci sono Mirella Zambello, assessore del Comune di Rovigo, e Massimo Mantoan, della cooperativa Titoli minori. 

"Proponiamo un dibattito reale di un problema culturale - ribadisce Traniello Gradassi -. Il tema dell'affido dei bambini è troppo importante per lasciarlo a discussioni da bar, certo è scandaloso quando il sistema non funziona per colpa di qualche operatore, ma è orribile portare un bambino sul palco ad alimentare indignazione e mala informazione. E' indubbio che la relazione della redazione tecnica che ha analizzato il caso ha detto che il sistema non è malato. Trattasi di un caso. Dei 15 episodi sotto inchiesta 13 sono già a casa. Il sistema non è marcio".
Mantoan sottolinea ricorda come per far crescere un bambino serva un intero villaggio. "Le situazioni sono tante e diverse, alla fine sono molti i soggetti che lavorano insieme con l'obiettivo che il minore torni il prima possibile dentro la sua famiglia. Non c’è smania di portarli via, l'obiettivo è sempre quello di farli stare bene. Ne parleremo venerdì 8 novembre con i specialisti e non con chi si improvvisa tuttologo". Al tavolo ci saranno Liviana Marelli, componente nazionale del Coordinamento nazionale comunità di Accoglienza, Mattia De Bei, componente regionale del Cnca, Damiana Stocco, avvocato della Aiaf, e Mattia Roncon, rappresentante delle famiglie aperte all'accoglienza. Coordina il tutto Massimo Mantoan di Titoli minori. 

Zambello spiega che il caos creato dal caso di Bibiano ha fatto scattare tutta una serie di controlli da parte delle commissioni preposte sia a livello nazionale che regionale: "Stanno emergendo buone prassi di intervento e di integrazione tra i servizi di supporto come le famiglie di appoggio. Bisogna rinfonzare la rete dei servizi, mentre i servizi educativi subiscono sempre più tagli, e creare il pronto soccorso dei servizi sociali, come esiste il pronto soccorso sanitario". 
Anche un approccio agli argomenti più rispettoso delle situazioni di fragilità è da considerarsi nella liste delle cose da fare. "Non si utilizzano le famiglie strumentalmente alimentando il conflitto" ammonisce Zambello.
La rete dei servizi sociali che interviene all'interno dei casi delle famiglie fragili collabora e lavora in sinergia, se ce n'è bisogno, con la rete del centro antiviolenza che si attiva a tutela delle madri vittime di violenza. "Il protocollo di collaborazione  - precisa Zambelli - prevede una valutazione insieme per collaborare al meglio in tempi stretti. Per questo serve la reperibilità dei nostri operatori sociali, che possano intervenire proprio in quei momenti, come nel week end, in cui i conflitti in casa si possono intesificare. Per questo sono necessarie risorse". Parallelamente è stato attivato un sistema di aiuto degli uomini maltrattanti nella violenza di genere. "L'ideale è lavorare negli interventi precoci, prevenire significa evitare costi elevati e tanta sofferenza, che non mettiamo mani nel conto" conclude Zambelli. 

Articolo di Mercoledì 6 Novembre 2019

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