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GESTIONE RIFIUTI

Sfuma la fusione tra il Consorzio Rsu in Ecoambiente, ma non solo

Fissata per il 12 febbraio 2020 l'udienza di merito al Tribunale di Venezia sezione imprese per la citazione di Pierluigi Tugnolo contro la nomina dell'attuale Cda della società

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ROVIGO - Ecoambiente, la società del Consorzio Rsu di Rovigo e del Comune di Rovigo, affidataria del servizio della gestione integrata del ciclo dei rifiuti urbani per tutto il bacino di Rovigo, in scadenza al 31 dicembre 2020, è stata citata da Pierluigi Tugnolo quale commissario liquidatore del Consorzio Rsu che lamenta l'illegittimità della nomina dell'attuale Cda presieduto da Marco Trombini.

Con l'atto di citazione, notificato ad Ecoambiente da parte dell'avvocato di Rovigo Paola Andriollo si chiede al Tribunale delle imprese di Venezia di "dichiarare la nullità delle impugnate determine del Presidente dell’Assemblea dei soci, a data 09.08.2019, aventi ad oggetto: nomina organo amministrativo [...] trascritta nel libro delle adunanze e deliberazioni dell’Assemblea della società Ecoambiente s.r.l." ed inoltre di "disporre ogni conseguente provvedimento affinchè sia rimosso l’Organo amministrativo nominato con la determina oggetto di impugnazione".

Ecoambiente è stata quindi chiamata a comparire avanti al Tribunale di Venezia, presso la Corte d’Appello di Venezia, per l’udienza che si terrà il giorno 12 febbraio 2020 ed ha dato l'incarico della propria difesa allo studio del professore costituzionalista di Padova Mario Bertolissi, membro della delegazione trattante per l'Autonomia del Veneto a seguito del Referendum consultivo per l'autonomia veneta.

L'azione giudiziaria di Tugnolo contro l'attuale Cda di Ecoambiente legittima il socio Consorzio Rsu al 61,4% ad ignorare le chiamate in assemblea del presidente Trombini, perchè semplicemente non ne riconosce il ruolo, almeno fino alla decisione del giudice (LEGGI ARTICOLO).
Ciò comporta alla impossibilità di procedere alla fusione del Consorzio Rsu in Ecoambiente con conseguente impossibilità di consentire l'ingresso nella compagine sociale di Ecoambiente a tutti i comuni della provincia che ad oggi sono solamente soci del Consorzio Rsu.
Con questa situazione la società Ecoambiente, ancora una volta, andrà avanti con due soli soci: Consorzio Rsu (Pierluigi Tugnolo) e Rovigo (sindaco del capoluogo Edoardo Gaffeo).


Il fatto che la prima udienza a Venezia si terrà a febbraio 2020 di fatto sancisce senza ombra di dubbio la scadenza della validità delle perizie di fusione, "vecchie" già di 5 mesi, che diventeranno 8 a febbraio prossimo. L'iniziativa di Tugnolo quindi risulta il salvagente perfetto per la sopravvivenza del Consorzio, e della figura del commissario liquidatore.
Ciò che emerge dalle assemblee soci di Ecoambiente è il fatto che il socio Consorzio Rsu detiene ed esercita per mano di Pierluigi Tugnolo un vero e proprio diritto di veto nella gestione dei rifiuti nella fase delicata di eventuale riaffidamento del servizio ad Ecoambiente da parte del Consiglio di bacino che lo ha sostituito, nelle funzioni, a commissario dell'Ente di Bacino.

Fusione addio, quindi, ma almeno l'azione di Tugnolo riconosce per forma e sostanza la scadenza e la decadenza del vecchio Cda di Alessandro Palli, Ivano Gibin ed Alice Casetta, che proprio Tugnolo si ostinava a ritenere ancora in carica, avvalorato nella sua convinzione da un parere pro veritate rilasciato al Consorzio Rsu, stranamente, da un consulente di Ecoambiente nel quale si sosteneva come il vecchio Cda, benchè fosse stato in carica per 3 esercizi, come da durata di nomina, benchè avesse approvato tutti e tre i bilanci, sarebbe stato ancora in corso di validità.

Di fatto, sulle nomine, Tugnolo si è spesso comportato in maniera "bizzarra" sostenendo che esse spettano al socio di Ecoambiente ed a nessun altro. Nel 2015, per esempio, dopo aver ricevuto indicazione dalla propria assemblea dei sindaci soci del Consorzio nei nomi di Lisa Schibuola e di Giuseppe Traniello Gradassi, dopo le dimissioni di Lisa Schibuola nominò in surroga Ornella Astolfi esibendo una manleva, non da parte dei comuni soci del Consorzio, ma dell'allora segretario provinciale del Pd Julik Zanellato, su carta intestata del partito.

Anche nel 2019 Tugnolo ha ricevuto indicazione da parte della assemblea dei sindaci del Consiglio di bacino di nominare la terna dell'attuale Cda (LEGGI ARTICOLO), in base al cosiddetto regolamento di controllo analogo esterno alla società Ecoambiente, sottoscritto anche da Tugnolo stesso. Probabilmente Tugnolo avrebbe preferito diversamente, tanto che si è rivolto al Tribunale delle imprese.

Il cuore del ricorso di Tugnolo, che nella forma è ineccepibile, basta infatti un calendario e la capacità di contare fino a 45 per dargli ragione, è che il delegato di Rovigo, quel giorno l'assessore Andrea Pavanello, avrebbe compiuto un abuso (LEGGI ARTICOLO).
Tugnolo infatti riporta [ndr] come "alla data del 09.08.2019 non era ancora scaduto il termine di 42 giorni [45 gg ridotto di tre giorni], ne consegue che il potere di nomina degli amministratori [esercitato in assemblea da Andrea Pavanello su delega del socio Comune di Rovigo] era ancora in capo all’organo collegiale [ovvero l'assemblea dei soci] e che non si era ancora realizzato il suo trasferimento al Presidente dell’Assemblea [Pavanello per dimissione di Alessandro Palli in corso di seduta] dei soci [i cosiddetti poteri sostituivi del Presidente all'assemblea soci incapace di nominare il nuovo Cda per il veto di uno dei due soci] che, perciò, con la sua determina ha esercitato una potestà [ovvero la nomina dell'attuale Cda di Ecoambiente] di cui non era titolare poichè spettava ancora all’Assemblea dei soci.
L’assenza del potere determina l’invalidità dell’atto di nomina, e la sua nullità poichè contrario ad una norma cogente di legge".

Il Tribunale di Venezia sarà quindi chiamato a decidere se la nomina è legittima o meno; ma se anche non lo fosse, potrebbe cambiare qualcosa?
La risposta è No.

Tugnolo riconosce la scadenza e decadenza del precedente Cda, i sindaci esercitando il controllo analogo in Ecoambiente hanno individuato 3 nomi, i soci Rovigo e Consorzio Rsu si sono trovati nell'impossibilità di nominarli, Pavanello ha presieduto l'assemblea chiamando il presidente del Consiglio di bacino Gino Alessio per ricevere i nomi scelti dall'assemblea e... ha nominato proprio i 3 nomi scelti dai sindaci.

Su Ecoambiente, azienda pubblica che svolge servizio pubblico essenziale, il Tribunale - al di là della forma nell'esercizio dei poteri sostitutivi del Presidente dell'assemblea soci, che potrebbe avere una sbavatura di meno di 12 ore, essendo stato esercitato secondo Tugnolo il giorno prima - dovrà decidere se è stato perseguito l'interesse pubblico, ovvero nominare i soggetti indicati dai sindaci del bacino.

Se dovesse non riconoscere legittime le nomine del Cda, avvenute su indicazioni dei sindaci, come richiede il socio Consorzio Rsu, implicitamente afferma che il cosiddetto controllo analogo esercitato dal Consiglio di bacino su Ecoambiente non ha avuto alcuna efficacia (LEGGI ARTICOLO).
Il controllo analogo, uno dei cardini dell'affidamento in house, potrebbe quindi venire vanificato dalla decisione di un giudice in maniera eclatante, così come potrebbe adombrarsi il sospetto che l'esercizio del veto in assemblea soci di Ecoambiente, diventi un abuso in difformità dalle indicazioni ricevute dall'assemblea dei sindaci del bacino.
Articolo di Giovedì 7 Novembre 2019

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