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SALUTE

L'appello dell'Ulss 5 di Rovigo contro l'influenza: "Vaccinatevi tutti" [VIDEO]

Influenza particolarmente aggressiva quest'anno che partirà con il freddo. L’obiettivo dell'Ulss di Rovigo e provincia è di vaccinare il 75% della popolazione “fragile”. Pronti i medici e i pediatri di famiglia

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ROVIGO - Arriva l’inverno e come ogni anno porta con sé l’influenza, una malattia ad andamento stagionale, da non sottovalutare, più pericolosa delle comuni sindromi parainfluenzali.

La vera influenza si manifesta con febbre alta oltre i 38 gradi, dolori osteoarticolari/muscolari insieme a tosse, raffreddore naso che cola e mal di gola. In assenza di complicanze, dura in media 4-5 giorni ma può protrarsi fino ai 7 giorni.

Secondo gli esperti, l’influenza stagionale 2019/2020 sarà più aggressiva e rischiosa e dovrebbe arrivare entro fine novembre. I nuovi ceppi virali sono già presenti nel nostro paese ma l'epidemia esploderà solo con il freddo. Si tratta di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 che, oltre ad avere una maggior capacità diffusiva, comportano sintomi più acuti ed un più alto rischio di complicazioni (l'H1N1 nei bambini piccoli e l'H3N2 nei pazienti anziani e fragili). A questi si aggiungono due varianti già conosciute nelle precedenti stagioni, ossia i virus B/Colorado e A/Kansas.


Per affrontare questa stagione influenzale, particolarmente insidiosa, è importante proteggersi con il vaccino anti-influenzale.

Nella scorsa campagna vaccinale l'azienda Ulss 5 Polesana ha eseguito circa 52.000 vaccinazioni per una spesa pari a circa euro 600.000, comprensiva della quota prevista per i medici di famiglia. La copertura vaccinale nella popolazione anziana, pari al 62%, è stata la più elevata di tutta la Regione Veneto. Nonostante questo buon risultato, anche nell'Ulss 5 ci sono stati 28 casi gravi, per i quali è stato necessario il ricovero in ospedale, tra cui 2 decessi.

Quest’anno la campagna vaccinale prenderà ufficialmente il via l’11 novembre prossimo e verrà realizzata in collaborazione con i medici e i pediatri di famiglia. "La campagna - ha spiegato il direttore generale Antonio Compostella - vuole riportare le coperture vaccinali a livelli di protezione congrui per assicurare alla popolazione una sufficiente difesa nei confronti di questa patologia spesso sottovalutata, ma di fatto molto grave, specie nelle persone con patologia cronica".

Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono: donne in gravidanza, over 65, i soggetti di tutte le età con patologie che rischiano la complicazione in caso di influenza, i lungodegenti, medici e personale sanitario, i familiari di soggetti ad alto rischio di complicanze, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine di con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale, soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e altre categorie), personale che per motivi di lavoro è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, donatori di sangue.

Gli adulti appartenenti alle suddette categorie a rischio dovranno rivolgersi direttamente al proprio medico di medicina generale che effettuerà loro la vaccinazione. Invece, per i bambini affetti da patologia, per i quali è raccomandata la vaccinazione, ci si dovrà rivolgere al pediatra di libera scelta il quale effettuerà la prescrizione e la somministrazione verrà eseguita dal servizio vaccinale della nostra Azienda Sanitaria, previa prenotazione tramite Cup.


Le persone, sia adulti che bambini, non appartenenti alle categorie a rischio, che intendono vaccinarsi, potranno acquistare il vaccino in farmacia rivolgendosi al proprio medico/pediatra di fiducia per la somministrazione oppure potranno rivolgersi al servizio vaccinale, prenotando la prestazione tramite Cup, con una compartecipazione alla spesa.

Per la campagna vaccinale 2019/2020 sono stati ordinati circa 55.000 dosi di vaccino, per una spesa, ad oggi, pari a euro 317.130. 

L’obbiettivo è di vaccinare il 95% della popolazione “fragile”, per ridurre drasticamente il rischio di malattia, l’ospedalizzazione ed il numero di casi gravi mortali, nonché il rischio di trasmissione di infezione.

Il traguardo minimo è fissato al 75% della suddetta popolazione, come sottolineato nel Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale.

Per limitare la diffusione del virus influenzale sono, inoltre, di fondamentale importanza le misure di igiene e di protezione personale che sono considerate anche dall'Oms tra le più efficaci per il controllo della diffusione dell'infezione anche negli ospedali, quali ad esempio: il lavaggio regolare delle mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver tossito o starnutito o, in assenza di acqua, l'utilizzo dei disinfettanti per le mani a base alcolica; coprire la bocca e il naso quando si starnutisce o tossisce con fazzoletti monouso da smaltire correttamente e lavarsi le mani; isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale; evitare il contatto stretto con persone ammalate mantenendo una distanza di almeno un metro da chi presenta sintomi ed evitare ambienti affollati; evitare di toccarsi occhi, naso o bocca, i virus possono infatti diffondersi quando una persona tocca qualsiasi superficie contaminata da virus e poi tocca le suddette parti; infine le mascherine chirurgiche indossate da persone con sintomatologia influenzale possono ridurre le infezioni tra i contatti stretti.

Articolo di Venerdì 8 Novembre 2019

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