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CULTURA

Tutto il Veneto è un grande spettacolo da rappresentare

Giampiero Beltotto, presidente, al Rotary a Badia Polesine (Rovigo) ipotizza gli scenari futuri del teatro veneto. E sostiene di puntare sulle eccellenze culturali del territorio

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BADIA POLESINE (RO) – Martedì 5 novembre, al Rotary club Altopolesine guidato da Martino Beggio, si è parlato d’arte, di teatro ed economia con Giampiero Beltotto presidente del Teatro Stabile del Veneto, nell’occasione accompagnato dal responsabile per la trasparenza Ivaldo Vernelli. Tema della serata: “Quando le sinergie elevano la proposta culturale e favoriscono le economie”.

Giampiero Beltotto, classe 1954, romano di nascita e veneto d’adozione, giornalista di lungo corso e scrittore, con un curriculum da capogiro, è stato autore televisivo alla Rai per quindi anni, collaborando con Enzo Biagi, ha diretto l’Ufficio stampa della Regione Lombardia e della Regione Veneto. Esperto di relazioni istituzionali e aziendali, al Rotary ha ampiamente argomentato la sua tesi: l’autarchia non paga, il teatro funziona solo con una struttura organizzativa a dimensione almeno regionale, in grado di sostenere gli ingenti costi. La domanda da porsi è questa: “Come produciamo, non come ospitiamo”.

Fattosi alfiere del rinnovamento, Beltotto ipotizza gli scenari futuri pensando di costituire una governance unitaria per un “teatro veneto inclusivo e sostenibile, realizzando una grande holding regionale che insieme produca e distribuisca gli spettacoli, con un ramo immobiliare per la manutenzione dei teatri (LEGGI ARTICOLO).

Resta il problema della promozione carente, che nel Veneto dovrebbe puntare sul patrimonio storico, culturale e, perché no, enogastronomico del territorio. “Bisogna far diventare tutto questo patrimonio un sistema economico, come fanno i francesi”. Solo producendo un’economia di scala il teatro può divenire la casa comune della cultura. Per fortuna esiste un pubblico giovane e curioso in crescita, come dimostrano le ottime esperienze al Goldoni di Venezia come al Verdi di Padova; il problema sta nel riuscire a intercettarlo, perché se è bello vedere la città che va a teatro, le vere sinergie nascono quando è il teatro che invade la città, trovando spazi alternativi. Far vedere il teatro fuori dal teatro è un modo per portare la gente a teatro recuperando la sua dimensione sociale.

E Badia? Il Teatro Balzan è meraviglioso ma deve fare i conti con la sua capienza, deve per forza darsi una sua identità, vocandosi alla lirica o specializzandosi su rappresentazioni che illustrino la città, altrimenti scompare.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 10 Novembre 2019

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