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RUGBY PERONI TOP12

Che vittoria

Tifosi piacevolmente sorpresi, le premesse del match non erano favorevoli, invece la FemiCz Rovigo ha riscaldato i cuori dei sostenitori dei Bersaglieri, dopo il bel successo sul Calvisano

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ROVIGO - Sarà capitato a tutti prima o poi di pensare a quell’invocazione alla superstizione “se va bene questa cosa qui, allora vuol dire che andrà bene anche quella cosa là”, è stato questo lo stato d’animo ad un certo punto della partita che mi è apparso in testa, e non avevo il coraggio di crederci.

Oggi è stato uno di quei giorni in cui tutto è andato per il verso giusto, al di là anche delle nostre più segrete e flebili speranze di successo, che a nessuno confessavamo per timore di passare per illusi o creduloni. E invece è andato proprio al contrario di come pensavamo, e viene da pensare che allora è vero che esiste un Qualcuno che ci protegge da lassù e che esiste un Qualcun’altro che ci ascolta quaggiù.

Leggi la cronaca di FemiCz Rovigo - Calvisano
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D’altronde le premesse allo strabiliante, inaspettato, emozionante e stupefacente successo di oggi della Rugby Rovigo, non è che fossero state delle migliori. L’imprevedibile accidente capitato alla sfortunata seconda linea sud-africana appena arrivata è stato proprio un fulmine a ciel sereno e ha rattristato molti. Anche le notizie riguardo lo stato di forma del pilone Mienie  hanno di molto contribuito a raffreddare le speranze e le aspirazioni di successo. Ovviamente ad entrambi vanno i nostri migliori auguri di incoraggiamento per riprendersi il primo dalla condizione di spirito e il secondo in quella fisica.

Il paradosso che il rugby ci presenta alle volte è davvero stupefacente e imprevedibile, davvero! E solo questo basta a far amare questo sport.  Ebbene la Rugby Rovigo senza i due sud-africani ha giocato proprio alla sud-africana. Un gioco fatto di forza, di calci di rinvio per spostare il gioco e tenere sempre l’avversario sotto pressione. Un gioco fatto di sangue-sudore e fango mangiato dagli avanti che si sacrificano per tutta la partita. Ma anche di astuzia, di furbizia, di occasioni create all’ultimo momento, di finte e di “furbe”. Un gioco alla fine sfiancante, eroico, e molto coraggioso, che se portato al suo estremo e con disciplina manifesta i suoi frutti. Come è successo proprio al Sud-Africa recente vincitore della Coppa del Mondo in Giappone. Ovviamente per fare un gioco del genere bisogna avere anche i giocatori, e se non si hanno, bisogna che si facciano da soli in campo, per forza. Oggi i ragazzi della Rugby Rovigo hanno stupito tutti perché oltre a vincere contro l’avversario hanno vinto anche contro se stessi, migliorandosi in ogni tecnica e momento nel gioco. Al di là di ogni lente che il normale tifoso indossa: come non vedere le movenze e la furbizia di de Klerk nel nostro giovane Piva? O le fughe a perdifiato di de Allende nelle stesse del nostro giovane Moscardi? E la nostra prima linea di oggi del primo e soprattutto del secondo tempo non è stata forse paragonabile a quella gloriosa e vincente del Sud-Africa?  3 Malherbe, 2 Mbonambi, 1 Mtawarira!

La vittoria di oggi non è solo un “normale” episodio isolato che può capitare durante il campionato e ha valore solo per la giornata in corso. Oggi è accaduto qualcosa di più strepitoso: la Rugby Rovigo dei ragazzi terribili (Moscardi, Modena, Piva, Cadorini, Pomaro, Rossi, Pavesi, Ruggeri, ed altri..) orfani del nostro play-maker (il miglior n.10 del campionato) e sostenuti in campo dal loro “papà” (Diego Antl) hanno costruito un impresa contro una squadra che è la nostra vera e propria bestia nera da dieci anni a questa parte, piena di giocatori plurititolati e di ambizioni. Questa vittoria verrà ricordato per molto tempo perché non è solo una metafora di Davide che vince contro Golia, ma è un vero e proprio punto fermo da qui al futuro corso di questo campionato e oltre, in cui si dimostra che se si crede nei propri mezzi e nello schema di gioco dell’allenatore si comincia a costruire il proprio successo, successo che arriva in maniera ineluttabile. Tra i mezzi oltre che alle proprie capacità tecniche e atletiche dei giocatori non può mancare anche il grande cuore rosso-blu che esiste davvero dentro ogni giocatore del Rovigo e ogni suo tifoso e che all’unisono battono assieme.

E’ così che allora si fa dolce il pensiero ed è lecito tornare a credere che “se è capitata questa cosa qua, si può avverare anche quella cosa là”.

Strefano Padovan

Articolo di Sabato 9 Novembre 2019

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