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LA COMMEMORAZIONE

I Carabinieri del Polesine hanno ricordato i caduti di Nassiriya

Martedì 12 novembre cerimonia al comando provinciale dei Carabinieri di Rovigo, per ricordare la strage di Nassiriya dove morirono 19 italiani, tra cui 12 militari dell’Arma, 5 soldati e 2 due civili

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ROVIGO - E’ stata la più grande tragedia per i militari italiani all’estero dopo la seconda guerra mondiale. Martedì 12 novembre, al comando provinciale dei Carabinieri di Rovigo, cerimonia di commemorazione dei caduti nella strage di Nassiriya. Un 16esimo anniversario, purtroppo funestato dall’ennesimo attentato nei confronti dei militari italiani in Iraq. Un atto violento rivendicato proprio qualche ora fa dall’Isis. Non ci sono state vittime in questo caso, ma i militari sono gravemente feriti.

Martedì 12 novembre 2003, un’autocisterna blu irruppe nella Base Maestrale di Nassiriya, una delle due sedi dell’Operazione Antica Babilonia (la missione di pace italiana in Iraq, avviata qualche mese prima con la partecipazione di tremila uomini, 400 dei quali appartenenti all’Arma dei Carabinieri). L’autocisterna esplose davanti all’ingresso della base. Crollò gran parte dell’edificio principale, mentre fu gravemente danneggiata una seconda palazzina dove aveva sede il comando. I vetri delle finestre del complesso andarono in frantumi. Nel cortile davanti alla palazzina molti mezzi militari presero fuoco. In fiamme anche il deposito delle munizioni. Il bilancio fu devastante: 28 morti, dei quali 19 italiani (e fra questi dodici carabinieri).


Muorirono Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte, Giovanni Cavallaro - sottotenente, Giuseppe Coletta - brigadiere, Andrea Filippa - appuntato, Enzo Fregosi - maresciallo luogotenente, Daniele Ghione maresciallo capo, Horacio Majorana - appuntato, Ivan Ghitti - brigadiere, Domenico Intravaia - vice brigadiere, Filippo Merlino - sottotenente, Alfio Ragazzi - maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte, Alfonso Trincone - maresciallo, tutti Carabinieri.

i militari dell’Esercito: Massimo Ficuciello - capitano, Silvio Olla - maresciallo capo, Alessandro Carrisi - primo caporal maggiore, Emanuele Ferraro - caporal maggiore capo scelto, Pietro Petrucci - caporal maggiore. 

Nell'attentato morirono anche due civili: Marco Beci, cooperatore internazionale, e il regista Stefano Rolla, impegnato con la sua troupe nelle riprese di uno sceneggiato sulla ricostruzione del Paese.

Nella caserma di via Silvestri il tenente colonnello Antonio Rizzi, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, li ha ricordati uno ad uno, accompagnato dalla musica del “silenzio” suonata dal trombettista, colonnello, Carmelo Casella. In seguito, dopo la benedizione di don Marino Zorzan, alla lapide (un opera d’arte realizzata dal prof. Marco Lazzaroto) posizionata nell’androne d’ingresso della Caserma, la cerimonia è proseguita nella Chiesa di San Francesco con la Santa Messa. Presenti anche il coordinatore provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Antonio Tocchio, che ha ricordato i tragici eventi, una rappresentanza di carabinieri in servizio ed in congedo, e dell’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri.

Articolo di Martedì 12 Novembre 2019

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