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CATASTROFE

Rabbia alta

Sull’ondata di maltempo che ha colpito Venezia e il comune di Porto Tolle (Rovigo) è bagarre politica tra Luca Zaia e il Partito democratico che protesta in consiglio 

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VENEZIA - “Il Veneto deve essere alla testa delle Regioni che affrontano il tema dei cambiamenti climatici senza pregiudizi, perché ha dimostrato di essere più vulnerabile delle altre. Bisogna assolutamente contrastare riscaldamento globale e aumento anidride carbonica. Siamo disponibili a ritirare tutti gli emendamenti se la Giunta ci propone una manovra su sicurezza del territorio e contrasto ai cambiamenti climatici con un importo a sette zeri”. È quanto ha detto il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso nel corso del suo intervento oggi in aula nella sessione di bilancio prima di esporre, insieme agli altri consiglieri, un cartello con su scritto ‘Rabbia alta’ e la mappa elaborata dall’organizzazione Climate Central in cui si evidenzia lo stato delle coste venete al 2050, in buona parte sommerse, se non verranno presi seri provvedimenti di contrasto ai cambiamenti climatici.

Fracasso è anche intervenuto brevemente sulla polemica relativa al Mose: “L’indignazione di Zaia è irricevibile: cosa ha fatto in due mandati il presidente della Regione affinché si accelerassero i lavori? Quali iniziative ha intrapreso nei confronti del Governo? Il giudizio sulla sua azione è politico, non giudiziario. E non può essere che negativo”.
LEGGI L'ARTICOLO SUL DISASTRO DI VENEZIA

“La solidarietà va fatta in concreto con risorse non bastano le parole. Degli slogan, la popolazione del Delta e in particolare i pescatori sono stufi”. È quanto affermano il consigliere regionale del Partito Democratico Graziano Azzalin e il segretario provinciale Giuseppe Traniello Gradassi in risposta alle parole di oggi del governatore Zaia (LEGGI ARTICOLO) . “Si è reso conto in prima persona di quanto sia drammatica la situazione: bene adesso la Giunta mostri una vicinanza tangibile che nel corso degli anni non si è vista, a partire dai finanziamenti per la manutenzione delle lagune che sono stati azzerati dalla Regione”.  LEGGI L'ARTICOLO SULLA DEVASTAZIONE NEL DELTA

“Dal 2010 a oggi il Veneto è stato interessato da ben sei eventi di piena, oltre a innumerevoli eventi con allagamenti minori; un anno fa Vaia adesso l’acqua alta a Venezia come non succedeva da un secolo e mareggiate eccezionali che hanno devastato la costa. Non possiamo più parlare di eccezionalità e Zaia non può vestire i panni di ‘Angelo salvatore’ e limitarsi a chiedere la solidarietà a Governo e Unione Europea senza dire una parola sulle cause di questo disastro annunciato. E, soprattutto, senza prevedere un euro in bilancio, da chiudere in fretta per far partire la sua campagna elettorale. Ha delle precise responsabilità politiche che non può scaricare sempre sugli altri”. È quanto ha dichiarato oggi Graziano Azzalin durante la correlazione sulla Legge di stabilità, chiamando direttamente in causa il governatore.  

“Quello che fa la Regione non è sufficiente né giustificabile: in Veneto ci sono circa 3000 chilometri quadri a rischio alluvioni dove vivono quasi 800mila persone. Dobbiamo mettere in sicurezza Venezia, patrimonio mondiale e lo si fa mantenendo in efficienza l’intero sistema lagunare che è la prima difesa naturale. Dal 2010 la Regione Veneto ha però interrotto i finanziamenti e ciò ha provocato conseguenze di anossia delle lagune di perdita di prodotto coltivato, di decadimento della qualità delle acque, di interramento delle bocche oltre all’erosione dei litorali. Anche i fondi ai consorzi di Bonifica sono stati praticamente azzerati, passando dai 35 milioni del 2010 a due odierni, quelli per la subsidenza cancellati e ripresi solo in parte dallo Stato. È una storia già vista con la tempesta Vaia. Per non piangere sempre, dopo, occorre agire prima con azioni specifiche e costanti”.

“I soldi, giustamente stanziati per le Olimpiadi non serviranno a manutenzionare scanni e lagune, ma di questo la Lega non si preoccupa. Anzi, rivendica la scelta Tax Free, che è un imbroglio e un’ingiustizia. Con un’addizionale a carico dei più ricchi avremmo avuto nelle casse 2,5 miliardi per aiutare sul serio i veneti su tante questioni. ‘Prima i veneti’ è pura propaganda, l’unica cosa che riesce veramente alla Lega. Dobbiamo chiudere il bilancio per poi partire con 23 Pdl sulle materie per cui il Veneto chiede l’autonomia. Leggi che si infrangeranno  di fronte alla Corte Costituzionali con l’unico obiettivo di mantenere alto lo scontro con lo Stato, occupando il Consiglio con sedute inutili e spendendo altre risorse pubbliche. Pagandosi, di fatto, la campagna elettorale anticipata con i soldi dei veneti”.

Articolo di Giovedì 14 Novembre 2019

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