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CARTELLONE D'AUTORE

Fotosensibili: pellicole contemporanee al Cinecolonne

Mini rassegna di film al Censer a Rovigo sulle storie dei nostri giorni, scelta e commentata da Alberto Gambato, Camilla Ferrari e Daniela Muraca

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ROVIGO – La Fabbrica dello zucchero - Fdz arricchisce il cartellone di Cinecolonne, con una piccola rassegna di cinema d’autore, intitolata Fotosensibili: tre pellicole a sfondo socio-culturale in proiezione il 20 e 27 novembre ed il 4 dicembre, alle 21, in sala Bisaglia, al Censer di Rovigo, con biglietto d’ingresso.

Il progetto Fotosensibili di Fdz, è curato da Camilla Ferrari, Alberto Gambato e Daniela Muraca, e nasce in collaborazione con Censer spa, per implementare l’offerta cinematografica cittadina, ma, soprattutto, per offrire al pubblico serale e alla vasta platea di giovani e studenti, l’occasione di soffermarsi su alcune problematiche sociali viste dal cinema emergente, al netto della frenesia quotidiana che consuma i “temi caldi” alla velocità di un clik sullo smartphone. 

La rassegna Fotosensibili è stata presentata stamani alla stampa a Palazzo Celio, a significare la rilevanza dell’iniziativa per l’istituzione provincia di Rovigo. “Ci interessa moltissimo valorizzare l’area Censer – ha introdotto Monica Zanforlin, dirigente del Servizio Cultura – e meglio ancora se lo facciamo con la cultura. Per questo abbiamo patrocinato fin da subito le iniziative de La Fabbrica dello zucchero”.

“Fotosensibili è una nuova tessera nel programma annuale di Fdz – ha spiegato Claudio Ronda, direttore artistico della startup – nata in strettissima collaborazione con Cinecolonne, di cui entra a far parte, che è un’esperienza importantissima e che speriamo resti punto di riferimento per il cinema nella nostra città, a prescindere dai futuri progetti di altre sale cinematografiche. Idea alla base di Fotosensibili è proporre qualcosa che non si vede nei cinema a connotazione commerciale”. “Nella scelta delle pellicole abbiamo ragionato sulla contemporaneità – ha illustrato Alberto Gambato, co-curatore della rassegna – e voluto cristallizzare alcuni temi, che sono in continuità con quelli sviluppati sulla “geografia delle relazioni” dal Festival Tensioni di settembre. Il risultato sono tre proiezioni di grande spessore artistico e culturale – ha spiegato. – Partiamo con un film apparentemente leggero, l’ultimo lavoro di Olivier Assayas, uno dei maggiori cineasti francesi contemporanei; segue un documentario di Stefano Savona, che nel suo genere sta riscuotendo un enorme successo di critica e pubblico all’estero ed è stato premiato a Cannes nel 2018; chiudiamo con un film indipendente autobiografico, “My name is Adil”, cui ha collaborato anche Gabriele Salvatores, che tratteggia le differenze tra la prima e la seconda generazione degli immigrati nordafricani e racconta di un ragazzino marocchino fortemente motivato a cambiare vita radicalmente. Lo fa trasferendosi in Italia per studiare, poiché vede nello studio la sua possibilità di riscatto. E’ un tema importante ed educativo per cui ci sarà una proiezione mattutina gratuita per le scuole. Dopo lo spettacolo serale, poi, il pubblico potrà interloquire col protagonista e co-regista Adil Azzab”.

Le relazioni umane nella contemporaneità sono dunque il filo conduttore dei tre lungometraggi in programma, dal disorientamento dentro un mondo digitale che si evolve senza sosta, alla guerra distruttiva appena dietro la porta di casa, ai movimenti di gente che lascia la propria terra per migliorare la propria vita.

Si parte con uno sguardo sulla relazione di coppia nel mondo che cambia velocemente, il 20 novembre, complice l’intelligente commedia francese “Il gioco delle coppie” (2018, titolo originale: Doubles vies, doppie vite) di Olivier Assayas; con Guillaume CanetJuliette BinocheVincent Macaigne. Situazioni conviviali e luoghi rituali (birrerie, bistrot, caffetterie, salotti, cucine, camere da letto) che aiutano a vivere e rielaborare i colpi della modernità, tra coppie che si tradiscono a vicenda su uno sfondo di infinite discussioni sui temi odierni: la rivoluzione digitale, il suo impatto sulla cultura, sull’economia e sulla politica; l'affermarsi dei populismi e della democrazia rappresentativa.

Il 27 novembre, un ritratto di famiglia in una guerra violenta ed invisibile, tra immagini reali ed inserti animati da Simone Massi, nel docu-film italo-francese “La strada dei Samouni” di Stefano Savona (2018, Cineteca di Bologna). Tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 la striscia di Gaza viene colpita da un violento attacco dell'esercito israeliano: la famiglia Samouni viene decimata. Ai sopravvissuti il compito di piantare gli ulivi e ricostruire la memoria. Premio Oeil d’or al Festival di Cannes 2018 per il miglior film documentario.

In chiusura, il 4 dicembre, con una doppia proiezione di cui una gratuita per le scuole polesane, “My name is Adil” (Italia-Marocco, 2016) di Adil Azzab, Andrea Pellizzer, Magda Rezene. Un film autobiografico, realizzato in crowdfunding, che racconta di Adil, ragazzino tredicenne, che vive con la famiglia nelle povere campagne del Marocco, sfruttato e desideroso di raggiungere il padre emigrato in Italia. Ma la realtà non assomiglia al sogno e quando il ragazzo, divenuto uomo e regista, torna nella sua terra, si riaccende quel senso di appartenenza che era solo sopito.

Tre storie profondamente calate nella realtà di cui sono causa ed effetto; tre nuclei di relazioni umane in cortocircuito esistenziale; tre piccole storie di individui che sono le storie di tutti.

Per tre mercoledì alle ore 21, a partire dal 20 novembre, le proiezioni saranno introdotte e commentate da Alberto Gambato e Daniela Muraca, e seguite da un dibattito aperto.

Ingresso. Biglietto singolo: euro 5,00 - Studenti / over 65: euro 3,50 

Articolo di Venerdì 15 Novembre 2019

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