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AMBIENTE E FUTURO

Delta del Po ferito, un convegno per affrontare il problema dei mutamenti climatici 

Clima e paesaggio costiero, l'alta formazione per professionisti ha fatto tappa nel Delta del Po a Pila (Rovigo). In questo periodo storico la discussione di venerdì 15 novembre è attuale con la cronaca di questi giorni 

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PILA (RO) - I mutamenti climatici e le nuove sfide che attendono gli ordini professionali e i progettisti. Di quest’argomento, quanto mai centrale per la sua grande attualità, se ne è discusso ieri venerdì 15 novembre al mercato ittico di Pila nel corso di una giornata di alta formazione con focus sul paesaggio costiero. 

Ad organizzare l’evento, rivolto ad addetti ai lavori ovvero architetti, urbanisti, ingegneri, geologi, agronomi e forestali, la Regione Veneto con l’Osservatorio sul paesaggio e l’Università Iuav di Venezia, in qualità di partner scientifico: dopo Vicenza a ottobre, prima di quattro giornate itineranti (prossimi appuntamenti in calendario Treviso e Belluno), ecco il Delta Po, ferito dall'ultima ondata di maltempo che ha colpito in settimana devastando valli e cavane: un “esempio emblematico della fragilità del territorio ma anche dell'urgenza di azioni concrete nel medio e lungo periodo”, come rimarcato nel suo saluto dall’assessore all’Urbanistica di Porto Tolle Raffaele Crepaldi.

La prima parte di giornata ha visto la relazione del professor Enzo Pranzini, climatologo e docente di Dinamica e Difesa dei litorali all'Università di Firenze: nel suo intervento ha posto l'accento sulla possibilità di esistenza di un “modello Adriatico” negli adattamenti alle variazioni legate al climate change, illustrando le tre opzioni possibili contro l’erosione della costa, ovvero difesa, adattamento o arretramento strategico. A seguire Giancarlo Mantovani, direttore dei Consorzi di Bonifica Adige Po e Delta Po in rappresentanza dell'Ordine degli Ingegneri, ha parlato dei cambiamenti a cui è stato soggetto nel tempo il territorio polesano e deltino in particolare, portando l'esempio emblematico dell’isola della Batteria, a pochi passi dal luogo del convegno, un tempo coltivata e abitata ed ora sommersa anche per la subsidenza dovuta all’estrazione di metano, ma anche dei rischi odierni che si chiamano cuneo salino e desertificazione. Da Guido Selvi, del Genio Civile di Rovigo, invece, la fotografia di come è cambiata e sta cambiando la costa polesana (la zona meridionale negli ultimi è arretrata anche di un centinaio di metri, ndr) e un riferimento alle linee guida nazionali sulla gestione in materia di erosione, quelle best practices volute dal tavolo istituito nel 2016.

La tavola rotonda, a cui hanno preso parte Massimo Foccardi per la Regione Veneto, Marco Gottardi per il Parco del Delta del Po, il biologo Emanuele Rossetti e rappresentanti degli Ordini di Architetti e Agronomi oltre alla Cooperativa pescatori di Pila, è stata moderata da Denis Maragno (Iuav) e ha rimarcato l'esigenza di norme ad hoc o leggi speciali per il territorio e di una governance capace di dare risposte concrete facendo sintesi tra i vari attori. A trarre le conclusioni è stato Francesco Musco, delegato alla Ricerca per l’ateneo veneziano: “Serve una visione condivisa, è l'unico approccio possibile per affrontare la questione. Il punto di partenza? È opportuno un coordinamento capace di mettere a sistema le azioni dei vari attori come Consorzio pescatori, Parco del Delta e Genio Civile, accompagnato dai livelli regionali, poi occorre prendere decisioni che potranno condizionare la gestione del paesaggio come nel caso dei Paesi Bassi. Non dimentichiamo che anche il nostro Delta è territorio ‘artificiale’, strappato al mare e creato dall’uomo”.

La seconda parte di giornata, dopo la sosta per il pranzo, ha visto una scaletta fitta di relazioni tecniche con spazio ai progetti e alle misure per l'adattamento e la mitigazione del cambiamento climatico e al loro impatto sul paesaggio costiero: ad aprire è stato Denis Maragno che ha parlato di “Cambiamenti nel paesaggio costiero indotti da progetti di adattamento: ricognizione su progetti e orientamenti”, quindi a seguire Enrico Piva (Agronomi) su “Dinamismo della vegetazione litoranea e opportunità per la progettazione paesaggistica”, Cristian Veronese (Geologi) su “Potenziali implicazioni geotecniche ed idrogeologiche connesse al cambiamento climatico dell’area delizia”, Sandro Bortolotto (Ingegneri) su “Cambiamenti del paesaggio conseguenti alla messa in sicurezza del territorio del Bassopolesine dalle alluvioni”, Giacomo Valleri (Comune di Jesolo) su “Problematiche paesaggistiche connesse con il ripascimento del Comune di Jesolo”, Gaetano Di Gregorio (Comune di Cavallino) su “Paesaggio e piano degli arenili per il Comune dí Cavallino” e da ultimo Enrico Longo e Cristian Bolzonella su “Progetti per l’isola di Albarella”.

La conclusione del convegno sta tutta nella domanda che Matelda Reho di Iuav, coordinatrice delle iniziative, lancia nel finale di giornata quasi a mò di provocazione ai presenti: “Chiediamoci quale paesaggio vogliamo”. Un interrogativo che resta aperto...

Articolo di Sabato 16 Novembre 2019

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