Condividi la notizia

ACQUA PUBBLICA E AMBIENTE

Ivaldo Vernelli: "Usare i fiumi come fogne è da criminali"

Il gestore Acquevenete ha smentito subito che il problema alla centrale di Boara Polesine fosse in relazione alle condizioni dell'acqua da potabilizzare dal fiume Adige. Ivaldo Vernelli tiene alta l'attenzione

0
Succede a:
ROVIGO - Per fortuna l'emergenza idrica (LEGGI ARTICOLO) è durata poche ore nella giornata di domenica 17 novembre. Un malfuzionamento alla centrale di potabilizzazione di Boara Polesine ha compromesso la normale erogazione di acqua potabile nei comuni di Arquà Polesine, Bosaro, Ceregnano, Costa di Rovigo, Pontecchio Polesine, Rovigo, San Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana.

Dopo il veloce ripristino (LEGGI ARTICOLO) nel pomeriggio di domenica da parte dei tecnici di Acquevenete rimane aperta la fase delle domande su come sia stato ancora possibile, dopo la prolungata emergenza di ottobre 2018, rimanere "a secco" per un problema alla centrale di Boara Polesine.

"La coincidenza tra l'ondata di piena dell'Adige e i presunti "problemi elettromeccanici" è fortemente dubbia - comunica Ivaldo Vernelli - Non si spiega perché non siano entrati in gioco dei processi di feedback capaci di aggirare un banale problema impiantistico".
A questa domanda risponderanno probabilmente i tecnici, ma l'ex consigliere comunale Ivaldo Vernelli, si sofferma sull'aspetto ambientale della potabilizzazione dall'Adige che già a Villadose era stata compromessa da fattori inquinanti che ne hanno compromesso la capacità di potabilizzazione (LEGGI ARTICOLO).

"Il mio dubbio - afferma Vernelli - è che come l'anno scorso vi siano nell'acqua dell'Adige elevatissime e inspiegabili concentrazioni di alluminio, ferro e manganese che la centrale di Boara non è in grado di trattare. Un banale certificato dell'Arpav basterebbe a smentirmi. Invito Acquevenete a pubblicarlo.
Se avessi ragione, allora, il gestore dovrà dire da dove viene la contaminazione. Il sommovimento dei sedimenti è una spiegazione risibile. Io temo invece che si tratti di un enorme smaltimento delinquenziale di fanghi da depurazione. Industrie e Enti pubblici non sanno più come gestirli secondo una normativa che è diventata recentemente ancor più permissiva, ma si vede che ancora non basta".

L'invito che Vernelli pone ai laboratori deputati alle analisi delle acque è semplice: "Usare i fiumi come fogne è da criminali. Facciamoli smettere con la collaborazione di tutti".
Articolo di Domenica 17 Novembre 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it