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ACQUA POTABILE

"Coincidenze che non cancellano la memoria delle condanne per aver inquinato l'Adige"

Vanni Destro per il Comitato ambientalista per l'Art.32 del Polesine ritorna sui problemi di erogazione dell'acqua in 9 comuni della provincia di Rovigo

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ROVIGO - L'allarme di domenica alla centrale di potabilizzazione di Boara Polesine (LEGGI ARTICOLO), dopo aver sollevato i dubbi di Ivaldo Vernelli (LEGGI ARTICOLO) fa intervenire anche Vanni Destro del Comitato ambientalista Art.32 del Polesine.

"Puntuale come i mercatini di Natale, con le piene dell'Adige arrivano i problemi alla centrale idrica di Boara che serve Rovigo e i Comuni mediopolesani". Il gestore Acquevenete ha smentito che vi sia una correlazione tra la piena del fiume Adige ed i problemi che hanno portato ai disagi del servizio in nove comuni della provincia di Rovigo.

"Coincidenza o meno la memoria inevitabilmente corre alla sentenza con cui nel 1990 il tribunale rodigino condannò industriali, sindaci, amministratori di acquedotti e tecnici delle Ulss per l'inquinamento pesante, 300.000 persone interessate tra Polesine e aree limitrofe, dovuto agli sversamenti di una fabbrica di vernici e di una di prodotti farmaceutici di Rovereto.

Il Polesine, la "piccola Mesopotamia" tra Adige e Po, è il territorio che subisce inevitabilmente l'avvelenamento dei due maggiori corsi d'acqua nazionali che lo costeggiano nella parte terminale del loro corso prima di giungere al mare.
Ogni pesticida che irrora le coltivazioni agricole e scarico civile e industriale che finisca nelle loro acque a monte giunge da noi a valle e complica la vita alla rete di approvigionamento idrico e al sistema irriguo, ricordo le recenti ordinanze anti salmonella dei comuni rivieraschi proprio dell'Adige o i livelli di Pfas rilevati nel Po, con ricadute sulla salute, sull'ambiente e l'economia nostrane.

Poi, magari, l'Arpav certificherà che va tutto bene e che si tratta davvero di sommovimenti di detriti (accumulo di sostanze trasportate dalla corrente fluviale e qui depositatesi?) e non di inquinanti provenienti da nordovest.
La situazione è comunque palesemente pesante se si pensa ad acquedotti montani per servire il nostro territorio.
Ci diranno poi con che acqua irrigare le colture per scampare a possibili conseguenze di inquinamento.

Sarebbe bene che le istituzioni polesane e regionali battessero un colpo e qualche pugno su tavoli di confronto interregionali se hanno un briciolo d'interesse per la vita dei propri amministrati".
Articolo di Lunedì 18 Novembre 2019

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