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MUSICA E PITTURA

Magnifico Stabat Mater di Pergolesi in Accademia dei Concordi

Il soprano Laura De Silva e il mezzosoprano Sun Qian Hui accompagnate da cinque archi e un cembalo del conservatorio Venezze di Rovigo rendono magica la domenica mattina

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ROVIGO - Lo "Stabat Mater", opera ultima di Giovanni Battista Pergolesi e oggi ritenuto uno dei più suggestivi capolavori musicali di ogni tempo, ha campeggiato nel secondo concerto della rassegna Musica e Pittura, organizzata dal Conservatorio Venezze, in collaborazione con Accademia dei Concordi e il contributo della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, tenutosi domenica 17 novembre presso l’Accademia dei Concordi.

Il pubblico si è trovato immerso nella partitura dopo una ricca e allo stesso tempo chiara prolusione dedicata alla pittura del Canaletto a cura di Cristina Elettra Ferrari la quale ha tracciato con dovizie di esempi iconografici soprattutto il periodo inglese dell’artista veneziano, concludendo tuttavia con il suo ritorno nella città natale e l’introspezione che ne caratterizza la tarda fase produttiva, e con una riflessione sulla fragilità della bellezza, attraverso un ultimo, evidente, riferimento alla Venezia odierna.

Dalla fragilità della bellezza, della natura e dell’uomo si è così giunti alla fragilità del Cristo, Figlio di Dio in croce e al Mistero della sofferenza, della morte e, in ultimo, della luce che improvvisamente permeerà i secondi finali della partitura nel contrappuntistico “Amen” della composizione di Pergolesi. Una sofferenza vissuta in prima persona dal venticinquenne musicista di Jesi, poi trapiantato a Napoli, gravemente malato di tisi, impegnato forse a cercare in questo lavoro consolazione per sé stesso, per offrirla poi a tutti coloro che l’avrebbero ascoltato nel corso della Storia.

Questi i temi di uno struggente affresco sonoro ridotto nella sua essenziale spoliazione a soli cinque archi - i violini di Joel Kim Elena Spremulli, la viola di Valentina Borgato, il violoncello di Marina Pavani e il contrabbasso di Alessandro Spada - e due voci femminili, il soprano Laura De Silva e il mezzosoprano Sun Qian Hui, tutti studenti o neodiplomati del Venezze, con Marco Ricciarelli, maestro al cembalo.

Dissonanze, dolcezza degli sguardi di una madre verso il figlio morente, accenni di danza quale condivisione di una comune condizione di debolezza e impotenza umana, desolazione tendente al deserto del silenzio e improvvisa energia ritrovata nel finale sono state compiutamente rese sia dalle voci sia dagli strumenti, che hanno così compiutamente messo in risalto la poesia del testo di Jacopone da Todi nella lettura di Pergolesi.
Numerosi gli applausi del pubblico che riempiva la sala, ripagato dal “bis” del fiducioso “Amen” finale. 

Articolo di Martedì 19 Novembre 2019

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