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CONSORZIO DI SVILUPPO POLESINE

La scalata di Rovigo a Consvipo non piace al centrodestra

La delegazione trattante a colloquio con il presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall'Ara (FI) che ha deciso di alienare il 35% della sua partecipazione in Consvipo, presenta una controproposta a quella del sindaco Edoardo Gaffeo

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ROVIGO - Rovigo al 45% in Consvipo è un’idea che non piace a tutti, soprattutto alla luce della possibile “cura dimagrante” dei costi dell’ente in materia di personale che potrebbe dimezzare il contributo dei singoli comuni soci.

Quasi due ore di riunione sul tema del futuro prossimo per il Consvipo tra i sindaci della delegazione trattante di centrodestra con il presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall’Ara assistito dalla segretaria generale Maria Votta Gravina e dalla responsabile del settore finanziario Caterina Bazzan.


In rappresentanza di 22 comuni soci di Consvipo si sono presentati i sindaci Gianpietro Rizzatello di Costa, Antonio Laruccia di Trecenta, Angela Zambelli di Crespino, Sondra Coizzi di Occhiobello, come indipendente invitata al tavolo per i civici, come Adria per esempio.

La proposta del sindaco Edoardo Gaffeo per risolvere in un colpo solo la difficoltà economica di Consvipo, prodotta soprattutto dalla morosità della Provincia nei confronti del Consorzio, di fatto non è piaciuta ai sindaci di area centrodestra poiché vedrebbe il Comune di Rovigo rilevare a titolo gratuito tutto il pacchetto di quote pari al 35% di Consvipo, che Palazzo Celio ha intenzione di alienare.
Rovigo sarebbe quindi balzato dal 10% al 45% di Consvipo con un “alleato” riconoscente come la Provincia al 10%, praticamente una maggioranza a due (LEGGI ARTICOLO) che non convince.

Su questo scenario si innescano i dubbi dei comuni soci che, tenendo buona la proposta di Gaffeo di ridurre i costi dell’organico, a quote dimezzate, non avrebbero alcun problema ad attendere quei 7-8 anni da statuto per arrivare allo scioglimento naturale del Consorzio per lo sviluppo. L’esperienza della liquidazione di enti in provincia di Rovigo, infatti, è di liquidazioni lunghissime come per esempio gli acquedotti, l’ente di bacino rifiuti, quindi l’idea di mettere in liquidazione Consvipo è per la maggioranza dei soci ormai tramontata.

L’ipotesi per “tirare avanti” alternativa a quella formulata dal sindaco del comune capoluogo sarebbe in fase di redazione da parte della delegazione trattante di centrodestra, ma dovrebbe, in sostanza, non prevedere il passaggio di quote nella misura da raggiungere la maggioranza a Rovigo, un aiuto extra in termini di contribuzione al Consorzio per un periodo di almeno 1 anno, sufficiente per la collocazione dei 3-4 dipendenti da riassegnare secondo le modalità aperte in provincia di Rovigo per 11 posizioni vacanti, e sufficiente anche per rinunciare all’attuale direttore del Consorzio, prossimo alla pensione.

Anche il punto della proposta di Gaffeo che prevede il ribaltamento dei costi eccedenti il contributo del Gse per i mutui del fotovoltaico sui singoli comuni proprietari degli impianti non trova consenso unanime. A tutt’oggi quella integrazione è di circa 70mila euro annui ed è un costo in capo al Consvipo, che con la proposta di Gaffeo sarebbe annullato. Sarà l’assemblea dei soci del Consorzio a decidere come procedere a brevissimo, tanto che verrà convocata dal presidente Francesco Siviero probabilmente già la prossima settimana.
Articolo di Mercoledì 20 Novembre 2019

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