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DIRITTI ESCLUSI DI PESCA

Terremoto sulla pesca: la Provincia di Rovigo verso la revoca in autotutela dei diritti a 15 anni

Una sentenza del Consiglio di Stato potrebbe rivoluzionare il sistema delle concessioni demaniali marittime, dichiarando illegittime le proroghe automatiche senza gara pubblica

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ROVIGO - Un autentico terremoto a Palazzo Celio la notizia diffusa mercoledì 20 novembre della sentenza n. 7874 della Sezione sesta del Consiglio di Stato del 18 novembre 2019 che porterà l'aula di Palazzo Celio a discutere la revoca in autotutela della concessione dei diritti esclusivi di pesca al Consorzio cooperative pescatori del Polesine di Porto Tolle in quanto è stata usata proprio l'analogia con le concessioni demaniali per ottenere la concessione dei diritti esclusivi di pesca. Prima la devastante mareggiata del 13 novembre (LEGGI ARTICOLO) che ha distrutto le cavane della Sacca di Scardovari (LEGGI ARTICOLO), poi un pronunciamento del Consiglio di Stato rischia di sortire un effetto devastante per tutto il comparto della pesca in provincia di Rovigo.

La Direttiva Bolkestein 2006/123/CE, di fatto disapplicata da diverse leggi italiane, dispone che le concessioni demaniali marittime siano assegnate con gara pubblica. Finora la normativa europea era stata “aggirata” con il sistema delle proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime, previste prima dalla legge 221/2012 fino al 31 dicembre 2020 e poi dalla legge di bilancio 145/2018 per altri 15 anni (LEGGI ARTICOLO) dalla data di entrata in vigore della stessa legge ovvero fino al 31 dicembre 2033.

Proroghe che ora sono state dichiarate illegittime.

La decisione riguarda il caso di una concessione nel Comune di Santa Margherita Ligure. Una società privata aveva fatto ricorso alla magistratura amministrativa a seguito del rifiuto del Comune di indire una gara pubblica su una concessione demaniale, confermando l’assegnazione alla società già concessionaria.
Con la sentenza, il Consiglio di Stato, applicando la normativa e la giurisprudenza dell’Unione europea, ha stabilito che le leggi nazionali italiane che prevedono proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime, poiché illegittime, vanno disapplicate dai Comuni.

E' evidente l'analogia con il caso dei diritti esclusivi di pesca in Provincia di Rovigo dove un soggetto privato ha cercato di bloccare il sistema di proroghe invocando la gara pubblica, non è stato ascoltato, ha manifestato quindi l'idea di ricorrere contro la concessione stessa.
L'esito del ricorso potrebbe essere analogo a quello ligure con la solo differenza che gli atti ritenuti illegittimi non saranno quelli di un comune, ma dell'ente Provincia.

Su questa eventualità il prossimo consiglio provinciale potrebbe essere chiamato a discutere.
Articolo di Giovedì 21 Novembre 2019

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