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ECONOMIA E SVILUPPO

E' dovuto cambiare il governo per avere 16 comuni da Rovigo nella Zls Venezia

Con il governo gialloverde si chiedeva la Zes invano, con quello giallorosso arriva sotto l'albero di Natale la Zona logistica semplificata con l'approvazione della Legge di bilancio. Il ruolo chiave di Confindustria riconosciuto da Andrea Martella

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ROVIGO - Impegno del Partito democratico con Andrea Martella, veneziano, e la tenacia di Confindustria Venezia con il presidente Vincenzo Marinese (LEGGI ARTICOLO) della territoriale Venezia Rovigo per vincere la battaglia sulla Zes negata dal precedente ministro per il Sud. "C'è voluto il cambio del governo, tanto lavoro, ma soprattutto la voglia e l'impegno politico per trovare il modo di aiutare il territorio di Venezia ed i comuni del Polesine che hanno chiesto di farne parte".


Il sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Andrea Martella spiega all'incontro organizzato dal Pd provinciale in Pescheria nuova a Rovigo il senso dell'emendamento presentato alla Legge di bilancio che prevede l'introduzione della Zls per l'area portuale di Venezia, di quella retroportuale e per 16 comuni dell'Altopolesine che il 15 marzo 2019 (LEGGI ARTICOLO) hanno avviato l'iter formale della richiesta attraverso la Regione del Veneto.

La nascita di Zone economiche speciali (Zes) e Zone logistiche semplificate (Zls) può svolgere un ruolo importante per accelerare lo sviluppo, creando le condizioni per la crescita delle imprese che operano nelle aree portuali e retroportuali. Martella, veneziano, ha collaborato al fianco di Confindustria Venezia, motivo per cui è pubblico il ringraziamento al presidente della territoriale Venezia e Rovigo per il lavoro svolto dall'attuale ministro Giuseppe Provenzano (LEGGI ARTICOLO) nel superare il diniego ricevuto dall'allora ministro Barbara Lezzi che definì Venezia non suffientemente depressa o sottosviluppata da poter richiedere una Zes per favorirne il rilancio.

Dalle parole di Martella per le aree veneziane saranno interessate, oltre a Porto Marghera, Campalto, Murano, Arsenale, Zona Portuale e Tronchetto. In una superficie complessiva di 385 ettari oggi abbandonati. Ci sarà poi l’area del Polesine con 16 comuni richiedenti.

Per tutti questi siti potranno esserci investimenti, con il riconoscimento di cospicui crediti d’imposta, esenzioni e riduzioni sui contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori. Il tutto insieme a semplificazioni amministrative, che rendano meno burocratica l’acquisizione delle autorizzazioni necessarie agli insediamenti produttivi stessi.

Il Polesine si prepara quindi a rispondere presente alle richieste della grande logistica europea con un territorio pronto a garantire importanti sconti sui costi dei nuovi insediamenti a partire dal 2020, si pensi alle possibilità per Amazon tra Castelguglielmo e San Bellino o alle porte che si potrebbero aprire per accogliere Ikea tra Arquà Polesine e Villamarzana.
Articolo di Venerdì 22 Novembre 2019

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