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IL CONVEGNO

La gestione della rete idrica e la prevenzione sono fondamentali

Cambiamenti climatici e rischio idrogeologico, a Gaiba (Rovigo) incontro con Giancarlo Mantovani, direttore generale del Consorzio di Bonifica Adige Po e Delta Po, presenti numerosi sindaci

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GAIBA (RO) - Venerdì 22 novembre presso la biblioteca di Gaiba si è tenuta la conferenza dal titolo: La gestione della risorsa idrica. Le sfide di adattamento ai cambiamenti climatici nel Polesine. Relatore d'eccezione l'ingegnere Giancarlo Mantovani, direttore generale del Consorzio di Bonifica Adige Po e Delta Po.

Apertura dedicata ai volontari dell'associazione nazionale carabinieri e alla protezione civile che hanno presentato l'esercitazione Poseidone con la simulazione di dissesto idrogeologoco nel territorio di Gaiba avvenuta sabato scorso.

A seguire l'ingegnere Mantovani è entrato nel vivo della serata ricordato le peculiarità del territorio polesano e del suo bacino idrico. Senza argini il Mar Adriatico arriverebbe a Rovigo mentre nel periodo di piena del Po la totalità del piano campagna è al di sotto del livello del fiume Po. Per citare un'immagine forte, i pesci nuotano ad un'altezza superiore a quella di volo degli uccelli nella campagna polesana. 

La gestione della rete idrica e della prevenzione del rischio risulta quindi fondamentale per la salvaguardia del territorio e delle sue attività come l'agricoltura. Le pompe idrovore del Consorzio di Bonifica Adige Po consumano quindi energia per una somma di circa 2.400.000 € / anno mentre per il Delta Po 2.200.000 € / anno per tenere asciutto il piano campagna.

Il lavoro di gestione si esprime nella cura della rete di canali del demanio, per un corretto flusso delle acque. Determinante risulta quindi la manutenzione dei fossi e canali dei privati, specialmente nel caso di piogge intense che, anche in questi giorni, si abbattano sull'Italia. Coltivazioni e lavorazione del terreno a ridosso dei canali possono creare ulteriori danne come le frane.

Gli allagamenti che si manifestano in campagna possono essere quindi la conseguenza della chiusura di maceri e fossi, o di una loro mancata manutenzione.

A peggiorare il rischio degli allagamenti si inserisce l'incremento del numero degli eventi atmosferici estremi per effetto del cambiamento climatico.

Le piogge intense risultano, da dati statistici degli ultimi anni, di intensità maggiore e quindi più millimetri di acqua si depositano sul terreno. Mentre nel periodo estivo aumentano gli eventi di siccità, con conseguente abbattimento della portata dei fiumi ed un ritorno dell'acqua del mare nelle zone del delta con il cosiddetto cuneo salino.

Presenti alla serata anche i sindaci di Stienta Enrico Ferrarese, San Bellino Aldo D'Achille e Barbona Francesco Peotta oltre ad agricoltori direttamente interessati con le loro aziende.

Articolo di Lunedì 25 Novembre 2019

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