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IDROVIA VIABILITA’ E TRASPORTI

Nonnato: Che fine ha fatto il corridoio della logistica?

Il ruolo di Interporto Rovigo, il progetto per la realizzazione di un Terminal merci al largo di Porto Levante ed il Piano territoriale provinciale

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ROVIGO – Alla luce della volontà politica di introdurre la Zls per l’area portuale di Marghera (VE) e per i 16 comuni dell’altopolesine richiedenti (LEGGI ARTICOLO) l’ex assessore provinciale alla Pianificazione territoriale Gianni Nonnato (LEGGI ARTICOLO) ripensa al ruolo di Interporto.

“Nel 2005 l’Interporto di Rovigo sulla base di un avviso indicativo delle Regione Veneto elaborò un progetto per la realizzazione di un Terminal merci al largo di Porto Levante (LEGGI ROVIGO). Questo aveva lo scopo di creare le condizioni per favorire la modalità fluviale per il trasporto merci anche al fine di consentire la razionalizzazione della politica energetica, ma nel contempo quello di canalizzare l’allargamento dei mercati con i paesi dell’Est e con la Cina. Tale scelta avrebbe anche permesso l’inserimento del corridoio logistico polesano all’interno dei corridoi europei deputati a sviluppare i mercati verso il nord Europa.  Si trattava di uno strumento talmente avveniristico ed utile che i veneziani nel 2010 per iniziativa della loro autorità portuale, protagonista Paolo Costa, fecero in modo di “pensarlo” più a Nord tra Venezia e Chioggia. Dopo di allora solo silenzio.

Il Polesine che voglia dare sostanza al corridoio della logistica previsto nel Piano territoriale provinciale, che intenda utilizzare la navigabilità al servizio della Via della seta per le merci destinate fino a Milano ed alla Lombardia, che voglia rilanciare, finalmente, l’Interporto di Rovigo, che intenda dare corpo ad un sistema Polesine che ne caratterizzi lo sviluppo, quel Polesine virtuoso può permettersi di abbandonare l’idea del terminal? Certo no!
Quel Polesine non può accontentarsi di una iniziativa spot rappresentata dalla ipotizzata Zls (LEGGI ARTICOLO). Certo no! Deve riappropriarsi della propria progettualità e definire quelle alleanze economico-strategiche, istituzionali e private, che possano consentire l’evoluzione di un ruolo che la stessa collocazione geografica può consentirgli. Ma bisogna fare presto e sgomitare con Venezia, ma anche con Ferrara e Ravenna, prima che ci privino di quel ruolo che per primi avevamo individuato e che è favorito anche dalla infrastrutturazione esistente. In tale contesto può giocare un ruolo determinante la nuova autorevolezza e dinamicità del comune di Rovigo, ma anche un nuovo e più collaborativo rapporto tra maggioranza e minoranza e, perché no, un rinnovato Consorzio per lo sviluppo”.
Articolo di Giovedì 28 Novembre 2019

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