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CONSORZIO PER LO SVILUPPO

Chi aiuterà la Provincia di Rovigo a pagare i debiti che Palazzo Celio ha con Consvipo?

Due le proposte sul piatto del presidente Ivan Dall'Ara, per la Provincia morosa nei confronti del Consorzio per oltre 530mila euro. Da una parte quella del comune di Rovigo, dall'altra quella dei sindaci di centrodestra

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ROVIGO - Sarà un dilemma per i sindaci soci di Consvipo rispondere alla richiesta del presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall'Ara in merito alla questione Consvipo: un caso di impossibilità di far funzionare l'ente gravato dalla morosità pluriennale di contributi associativi generato in massima parte proprio dal socio Provincia. La Provincia ha portato sull'orlo del baratro il Consorzio, con una infruttuoso tentativo di recesso, e si trova lei stessa ad un passo dal dissesto economico finanziario visto che quanto doveva a Consvipo è dovuto. Come fare? Il presidente Dall'Ara chiama a raccolta i sindaci del Polesine.

Oltre 530mila euro di arretrati non pagati da Palazzo Celio per gli anni 2017 e 2018 a cui si sommeranno a brevissimo anche quelli relativi alla quota 2019 per cui la Provincia, socia di maggioranza al 45% di Consvipo, ha messo a bilancio solo 50.000 euro a fronte di un contributo annuo previsto da 265.000. A fine dicembre si arriverà a quota -750.000 per Palazzo Celio verso Consvipo.


Mercoledì 4 dicembre alle 17 Dall'Ara chiama quindi tutti i sindaci a raccolta, ben sapendo che l'ente che rappresenta è al tempo stesso in parola con il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, disposto a rilevare le quote consortili di Palazzo Celio, e politicamente legato alla corrente politica di centrodestra che ha presentato una controproposta a quella che vedrebbe Rovigo alla guida del Consorzio per lo sviluppo del Polesine.

La proposta di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) in estrema sintesi prevede un dimagrimento dei costi del personale di Consvipo e la riduzione dei contributi consortili dei singoli soci, quasi al 50%, a fronte di un aumento del socio Comune di Rovigo, sia in termini di contribuzione, doppia, sia in termini di governance come socio di maggioranza assoluta.

La controproposta invece (LEGGI ARTICOLO), prende atto della proposta di riduzione costi suggerita da Rovigo, imponene una tassa una tantum extra di contribuzione per diminuire il debito della Provincia nei confronti del Consvipo, non prevede il trasferimento di quote a favore del Comune di Rovigo lasciando praticamente invariata la rappresentanza sociale nel Consorzio.

Sullo sfondo di questo scenario di scelta vi è una minoranza di soci che non vedrebbe male la liquidazione del Consorzio, come Polesella per esempio (LEGGI ARTICOLO) a cui le associazioni di categoria, però, si oppongono (LEGGI ARTICOLO).

Per Edoardo Gaffeo rimangono in sospeso un paio di questioni rispetto alla controproposta dei sindaci presentata a Dall’Ara. Secondo il sindaco di Rovigo infatti "Non so chi sia in grado di sostituirsi alla Provincia nel pagare la quota 2019, supposto che altri comuni siano in grado di farlo a fine novembre, questi dovranno subentrare per 11/12 di una quota del 2019 dovuta dalla Provincia. Non so se sia possibile dal punto di vista amministrativo e con quali presupposti giuridici”. “Inoltre rimane il problema della governance. Serve un accordo su base strategica ed industriale da portare avanti, con una polverizzazione delle quote la governance diventa problematica”. “Il Comune di Rovigo è a disposizione incamerare le quote della Provincia e ragionare ad una ridistribuzione in ottica di area vasta".
Articolo di Venerdì 29 Novembre 2019

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