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#ELEZIONIREGIONALI2020

Il partito dei veneti si candida a sindacato unico in vista delle regionali [VIDEO]

Presentata a Lendinara (Rovigo) l'alternativa territoriale alla partitocrazia dei movimenti politici nazionali. L'unico interlocutore per il popolo veneto che ha a cuore il territorio con Fabio Benetti ed Emanuela Munerato

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LENDINARA (Rovigo) - E' stato un momento dedicato alla testimonianza della volontà di pensare al territorio, #tsunamiveneto del Partito dei veneti, quasi una dichiarazione di fede di fronte ad una platea eterogenea che ha riempito gli spazi dell'ex pescheria di Lendinara.
I partiti nazionali hanno fallito, affermano, solo l'autogoverno potrà portare benessere ai cittadini della Regione Veneto. 500 euro al secondo, 16 miliardi all'anno, pari a tre volte l'investimento per il Mose, vengono trattenuti "indebitamente" da Roma, quindi di fatto sottratti al popolo veneto.


Sette convention di lancio provinciali in simultanea nelle sette province del Veneto per dimostrare che il pubblico del Partito dei veneti esiste e non è una claque organizzata che si sposta. A Lendinara il coordinatore regionale del partito Giacomo Mirto. Sette occasioni per ribadire come i partiti nazionali si siano dimostrati incapaci di garantire l'autonomia fiscale della Regione, motivo per cui, dopo l'esito del referendum del 22 ottobre, l'unica strada è quella dell'autogoverno.
Trattare alla pari con Roma senza il filtro di segreterie nazionali di partito o centri di potere legati ai partiti, questo l'obiettivo del Partito dei veneti.

Fabio Benetti, ex coordinatore comunale della Lega nel capoluogo di Rovigo, porta la propria esperienza vissuta da politico: "idee bellissime, utili per i cittadini, realizzabili, ma presentate magari da persone che non potevano e non dovevano essere assecondate, indipendentemente dalle proposte, solo per presunte questioni di equilibri politici, venivano bocciate. Io ho capito in quel momento che i partiti nazionali hanno fallito, non entrano nel merito delle proposte, non guardano al territorio, ai benefici sui cittadini, si chiedono solo se una decisione presa o meno aumenti la loro posizione di potere o se la modifichi in un avversario politico. Bisogna tornare a far politica per il territorio, trasversalmente, chiedendosi semplicemente se una proposta crei ricchezza o meno per il popolo dei veneti, e comportarsi di conseguenza".


Benetti strappa gli applausi del pubblico spiegando come l'autonomia promessa ai 2 milioni e 300 mila veneti che hanno votato Si al referendum del 22 ottobre 2017 sia stata sacrificata dalla Lega sovranista di Salvini sull'altare di una potenziale perdita di consenso al Sud da almeno 3 milioni di voti, logica che si capisce in ambito di partito nazionale, ma che il Partito dei veneti non condivide e condanna duramente.
Motivo per cui si presenteranno alle prossime elezioni regionali del Veneto con una lista costituita da amministratori ed imprenditori del territorio per cercare una rappresentanza significativa a Palazzo Ferro Fini sul Canal Grande a Venezia.
Articolo di Sabato 30 Novembre 2019

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