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CULTURA 

E’ stata l’occasione per rievocare una delle figure più significative del Risorgimento "popolare" 

Celebrato il 170° anniversario della Repubblica Romana e della morte del Ciceruacchio a Lendinara (Rovigo) nella sede del Museo del Risorgimento. L’appuntamento era inserito nella XXV Settimana dei beni culturali del Polesine

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LENDINARA (RO) – Sabato 30 novembre l'Associazione "Amici di Garibaldi" ha organizzato nel piano nobile di palazzo Boldrin, sede del Museo del Risorgimento Polesano, la commemorazione del 170° anniversario della Repubblica Romana e della morte di Angelo Brunetti detto il Ciceruacchio (Ca' Tiepolo, 10 agosto 1849). Sono intervenuti: per il saluto istituzionale l'assessore alla cultura Francesca Zeggio, il Presidente dell'Associazione “Amici di Garibaldi”, e Coordinatore del Comitato Beni Culturali ed Ambientali in Polesine prof. Marco Chinaglia, con l'intervento prolusivo del dott. Claudio Modena, storico ed autore del volume "Ciceruacchio e per l'Associazione Nazionale Cacciatori delle Alpi - sez. "Gen. D. Piva", Fabio Ortolan. L’appuntamento, inserito nella XXV Settimana dei beni culturali del Polesine, col patrocinio del Comune di Lendinara e la collaborazione della Biblioteca Comunale "Gaetano Baccari", è stata  occasione per rievocare, attraverso la valorizzazione dell'esperienza politica ed umana, una delle figure più significative del Risorgimento "popolare", conosciuta anche per l'interpretazione sul grande schermo che ne diede Nino Manfredi in "Nel nome del Popolo sovrano" di Luigi Magni (1990).

Il libro di Claudio Modena, "Ciceruacchio, Angelo Brunetti capopolo di Roma, patriota del Risorgimento" (con prefazione di Giulio Andreotti e recensito da Paolo Mieli) parla di un capopopolo di Campo Marzio, protagonista di uno degli esperimenti politici più interessanti della storia contemporanea, specialmente dal punto di vista costituzionale, quello della Seconda Repubblica Romana. Finì fucilato con l’adolescente figlio Lorenzo, pochi giorni dopo la morte di Anita nella pineta delle Mandriole di Ravenna, nel territorio deltizio dell’odierna Ca’ Tiepolo e parte delle sue ceneri si conservano, secondo la tradizione, ancora oggi ad Adria. Il lavoro Claudio Modena ha vinto il “Premio Righetto” nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Medaglia d’Oro di Merito conferita dall’Istituto di Studi Storici San Pio IX, Diploma di Merito conferito dall’Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi.

Il pluripremiato Claudio Modena è Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina, già Pontificia, e Accademico di Merito dell’Accademia Angelico Costantiniana. Studioso del periodo risorgimentale vanta numerose pubblicazioni storiche.

Fabio Ortolan, in rappresentanza dei cacciatori delle alpi, ha donato al professore “il crest dell'associazione”, mentre l’assessore alla cultura Francesca Zeggio ha auspicato che il prossimo anno si faccia questo appuntamento anche presso le scuole di Lendinara, in particolar modo quella dedicata ad Alberto Mario a cui sono legati i valori del risorgimentali della città.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 2 Dicembre 2019

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