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MUSICA E POESIA / MUSICA E PITTURA

Inusuale quartetto di sax con musiche di Bach, apprezzato il concerto conclusivo

Ha chiuso la sesta rassegna ideata dal conservatorio Venezze e Accademia dei Concordi per i concerti della domenica mattina a Rovigo

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ROVIGO - Si è conclusa domenica 1° dicembre l’edizione 2019 di Musica e Poesia / Musica e Pittura, una robusta sinergia tra Conservatorio statale di musica Francesco Venezze di Rovigo, Accademia dei Concordi e Fondazione Banca del Monte di Rovigo.

La mancanza dell’intervento dedicato al pittore veneziano Giovanni Antonio Pellegrini, causa improvvisa indisposizione della relatrice Roberta Reali, è stata colmata in apertura di programma dal presidente del Venezze Fiorenzo Scaranello il quale ha sinteticamente richiamato i valori fondamentali di convivenza delle moderne democrazie occidentali, ammonendo come la loro mancanza possa scatenare guerre quale fu la terribile apocalisse della Grande Guerra di cui l’Europa, esplicitamente vocata quale “tema” della presente edizione, fu infausta protagonista un secolo fa.

Ha poi passato la parola a Giuseppe Fagnocchi il quale ha ripercorso i programmi delle sei edizioni 2014-2019, rimarcando in tutte queste, un amplissimo disegno europeo. Le prime tre furono proprio dedicate alla letteratura e alla musica “di guerra”; si partì dalla grande figura di Gian Francesco Malipiero e da apparati iconografici di guerra rodigini e polesani delineando dapprima un quadro italiano, poi francese nel 2015 e mitteleuropeo nell’anno seguente, con le presentazioni letterarie curate da Sergio Garbato. Gli eventi dedicati alla pittura, coordinati da Alessia Vedova, rinviavano invece al Barocco e alle collezioni di Accademia, mettendo in luce come le radici italiane nelle arti fossero le fonti originarie di altre esperienze nazionali, così come nelle musiche che spaziavano quindi da Vivaldi alla corte di Versailles per approdare nel 2016 all’acqua come bene supremo - tema declinato in varie sfaccettature - originato dalla lettura dell’estremo sacrificio del sottotenente von Trotta nel racconto di Joseph Roth.

Il 2017 ha avuto quale testo di riferimento la Commedia dantesca con le sue complesse mappe concettuali, mentre le carte di viaggio - dal Polesine ai portolani del Nord Europa fino al globo presente in Accademia - hanno costituito il tessuto su cui sono stati impaginati i pellegrinaggi musicali degli scorsi due anni.

“Europa 2019” è risultata pertanto la grandiosa sintesi, condotta a livello letterario da Natalia Periotto, dei “racconti” precedenti, con una scelta di pittori e musicisti “viaggiatori” che hanno diffuso le principali tecniche italiane al continente intero tramandandole nei tempi e negli spazi.

Coerentemente a ciò il programma conclusivo, affidato ai bravi studenti sassofonisti Jacopo Borin, Marco Brusaferro, Nicola Cecchetto e Marco Marabese, ha fatto perno sulla figura di Johann Sebastian Bach la cui opera si presta ad essere eseguita con “ogni sorta d’istrumento” per svilupparsi poi su tre modelli del Novecento diversissimi tra loro quali la Sonata di derivazione classica del belga Jean Absil cesellata di virtuosismi tecnici ed espressivi, la neo-barocca Sonata di Paul Hindemith i cui contrappunti spesso taglienti denunciano il clima drammatico dell’anno di composizione, 1943, e la Rapsodia di Claude Debussy continuamente cangiante nell’alternare citazioni popolari francesi e spagnoleggianti, colori diafani alle soglie del silenzio e armonie modali di richiamo orientaleggiante, caratteri tutti questi che gli interpreti hanno saputo mettere in evidenza con manifesta consapevolezza musicale e competenza strumentale.

Infine il ringraziamento è andato a Fausto Merchiori e Luigi Costato i quali, insieme al compianto Ennio Raimondi, hanno sostenuto il progetto di questi anni prevalentemente improntato a valorizzare gli studenti del Venezze, come testimoniano chiaramente i numeri di questi sei anni: 48 eventi, 257 studenti che si sono alternati e a volte ripresentati insieme a 39 tra ex diplomati e collaboratori del Conservatorio e a 36 docenti per un totale di 332 musicisti. Di rilievo anche l’impegno grafico e compilativo dei sei libretti che complessivamente racchiudono la memoria dei sei anni in 342 dense pagine.

Articolo di Martedì 3 Dicembre 2019

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