Condividi la notizia

AMBIENTE ROVIGO

Una discarica sulla spiaggia di Rosolina Mare. La furia delle mareggiate scopre il vecchio sito nascosto

L'erosione delle dune frontaliere della costa a nord di Rosolina Mare, alla foce dell'Adige, porta alla luce l'origine dei cumuli di rifiuti interrati

0
Succede a:
ROSOLINA MARE (Rovigo) - Una montagna di rifiuti sulla spiaggia di Rosolina Mare, oggetto di un maquillage di copertura a terra avvenuto a fine degli anni Ottanta, che ha fatto pensare ai turisti dell'area nord del litorale, quello che porta alla foce dell'Adige, di camminare su una pineta costituita da dune, piuttosto che sulla sommità di una discarica chiusa.

Le mareggiate violente che hanno imperversato nelle settimane scorse, origini di pesanti danni anche a Rosolina Mare (LEGGI ARTICOLO), oltre che nel comune di Porto Tolle (LEGGI ARTICOLO), hanno portato alla luce una vecchia discarica di rifiuti incredibilmente collocata alla foce dell'Adige, attiva, in due siti vicini, dagli anni Sessanta-Settanta fino alla fine degli anni Ottanta.

Il sito della discarica è praticamente coincidente con tutto l'intorno dell'attuale depuratore e dell'ecocentro comunale che sono costruiti al centro, ed i rifiuti si portano oggi fino al mare, essendo negli anni ormai completamente erosa la spiaggia che all'inizio degli anni Ottanta era di almeno 50-100 metri di larghezza.


Quella che sembrava essere solo una "duna di rifiuti", magari una discarica abusiva portata alla luce dalla furia del mare, è invece solo il fronte di un sito ben più grande che già nel 1988 destava interesse per la pericolosità ambientale essendo esposto ad allagamenti e mareggiate.

Con grande difficoltà si sono trovati dei passaggi relativi alla collocazione della discarica in una relazione prodotta dal Ministero all'Ambiente a fine anni Ottanta in risposta ad una interrogazione di un deputato in merito alla qualità delle acque di balneazione del litorale adriatico.
A pagina 55 della risposta si legge: "In fatto di inquinamento il litorale rosolinese non è nelle migliori condizioni e per esso, anzi, sono prevedibili peggioramenti a breve scadenza. [...] Nonostante il Rapporto sulla qualità delle acque di balneazione pubblicato dal Ministerio della Sanità nel 1988, e relativo al 1987, giustamente si preoccupi di attenuare le degenerazioni apocalittiche cui possono dar seguito certi luoghi comuni e certe pericolose generalizzazioni, non si può sottacere il poco rassicurante quadro che emerge dai rilievi di organizzazioni ambientalisteche come Lega per l'ambiente".

La risposta del Ministero si sofferma sul litorale di Rosolina Mare illustrando come i risultati di laboratorio siano sufficienti a costa, poichè beneficiari di una opera di prolungamento in mare dei "pennelli liquidi" della foce dell'Adige di modo da far arrivare al largo gli inquinanti, "creando contemporaneamente una zona d'ombra protetta a ridosso della linea di riva".
Il documento riporta in fotografia i particolari del manufatto eretto a prolungamento della foce dell'Adige costituito da una serie di pali sommersi che fungono da sorta di sponde alla corrente del fiume.

Compare quindi, al termine della relazione sulla qualità dell'acqua, per la prima volta all'attenzione del Ministero, una relazione della Università di Padova che, oltre agli inquinanti del fiume, tiene in considerazione il percolato della discarica, che quindi, già nel 1988 era ufficialmente conosciuta e meritevole di attenzione.

"Lungo il litorale rosolinese altre forme di inquinamento, diretto ed indiretto, derivano dalla ubicazione, a nostro avviso estremamente problematica - si legge nella relazione - di una pubblica discarica per rifiuti solidi urbani ed assimilabili con l'impossibilità di escludere il conferimento abusivo negli anni di rifiuti tossico nocivi e di un impianto di depurazione alla foce dell'Adige.
La citata discarica, dopo aver contribuito a lungo ad ammorbare l'aria è stata di recente dismessa e ricoperta con una coltre di terriccio. Se il maquillage estetico è adesso completato dalla crescita di un manto vegetale, forti riserve si devono invece nutrire sulle perduranti conseguenze del percolato, e più ancora sulla sua totale esposizione sia alle mareggiate che all'esondazione del fiume.
Ai medesimi rischi purtroppo è sottoposto l'impianto di depurazione ed i suoi fanghi. Quest'ultimo, se si dovessero verificare eventi calamitosi, da trappola per inquinanti si trasformerebbe in dispersore di inquinanti per di più ad alto tasso di concentrazione.

La criticabile abitudine di utilizzare la spiaggia per lo stoccaggio dei rifiuti è annosa, come testimoniato dall'esistenza di una seconda discarica, che, attiva negli anni Settanta, costituisce ora il nucleo di tutta la duna frontaliera".

In questi giorni la parte di duna erosa, che ha consentito l'individuazione della discarica, è stata oggetto di copertura a terra tanto che nella giornata di martedì 3 dicembre un grosso mezzo si stava occupando di spostare la sabbia proveniente da un cumulo vicino alla torre di avvistamento alla foce dell'Adige lungo il perimetro esposto al mare.

L'auspicio è che la situazione sia conosciuta e monitorata dalla amministrazione comunale e dagli enti di vigilanza essendo di fatto ormai concluso il periodo di post mortem trentennale del sito.
Articolo di Mercoledì 4 Dicembre 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it