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MORTI BIANCHE

Serve maggiore prevenzione

Infortuni sul lavoro in Polesine in aumento. Samuel Scavazzin, dell’Ust Cisl Padova Rovigo: “E’ necessario fare di più”. Da inizio anno quattro i morti, oltre 2 mila gli incidenti

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ROVIGO - Sono in aumento gli infortuni sul lavoro in Polesine, ma diminuiscono quelli più gravi. Secondo i dati più recenti diffusi dall’Inail, nei primi dieci mesi dell’anno ne sono stati registrati 2.053, l’1,99 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Di questi, 4 sono stati incidenti mortali. “Non possiamo parlare di fatalità”, commenta Samuel Scavazzin, dell’Ust Cisl Padova Rovigo. “Per quanto siano meno rispetto ai 6 dello stesso periodo dello scorso anno, è sempre inaccettabile che qualcuno perda la vita sul luogo di lavoro. Come Cisl, ci siamo sempre battuti sul fronte della prevenzione. Riteniamo indispensabili maggiori investimenti nel settore pubblico, in particolare nel personale dello Spisal e di tutti gli enti preposti al controllo della sicurezza e della salute, ma anche nel settore privato, dove dobbiamo rivedere il sistema degli appalti e vigilare sulle esternalizzazioni”.

Diminuiscono anche le denunce di malattie professionali. Da gennaio allo scorso ottobre a Rovigo sono state 132, con una diminuzione del -20,48% rispetto allo scorso anno. Si tratta del calo più sensibile del Veneto, dove nel periodo sono state registrate complessivamente 2680 denunce (e un calo complessivo di -1,94). Di queste, c’è da segnalare, sempre a livello veneto, che le malattie professionali sono in calo per i maschi (-5,72%) e in aumento per le donne (+7,61), dove la fascia più colpita è quella dei servizi domestici e familiari. “Questo aumento”, osserva Scavazzin, “dimostra che c’è bisogno di maggiore impegno nel campo della prevenzione e della sorveglianza sanitaria sulle malattie professionali, perché si tratta di patologie che si sviluppano nel corso di anni di lavoro. E interessano per la maggior parte dei casi l’apparato muscolo-scheletrico, quindi lavori manuali e ripetitivi. E’ necessario inoltre che il monitoraggio sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori sia attuato secondo i principi della medicina di genere, fondamentale per la diagnosi e la cura della maggior parte delle patologie”.

Dal 2014, tra le competenze dell’Inail c’è anche il reinserimento e l’integrazione lavorativa di persone con disabilità da lavoro. Su un totale di 112 progetti di reinserimento e integrazione nel periodo 2017-2019 in Italia, 19 interessano il Veneto. “Complessivamente – conclude Samuel Scavazzin – il Veneto si conferma come una delle regioni protagoniste per il reinserimento di persone con invalidità da lavoro, infatti il 17% di tutte le assunzioni nel nostro territorio nazionale avvengono nella nostra regione. Come ha detto ieri il presidente Mattarella nel suo intervento all’iniziativa promossa da Istat, Comitato italiano paralimpico e Inail, il problema della disabilità “è un problema soprattutto di sostegno e di interventi per consentire le opportunità e la realizzazione delle persone con disabilità”. Un traguardo di civiltà sul quale ci dobbiamo ancora impegnare a fondo”.

Articolo di Mercoledì 4 Dicembre 2019

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