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CONSORZIO DI SVILUPPO POLESINE

Ancora nulla di deciso su Consvipo. La paura del default per la Provincia

La riunione dei sindaci in vista della prossima assemblea soci non evidenzia alcun passo avanti nella analisi costi benefici

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ROVIGO - Il futuro del Consvipo è ancora in alto mare. L'affollata assemblea dei sindaci si è riunita a palazzo Celio, sede della provincia di Rovigo, per un confronto che voleva essere decisivo. Invece dopo due ore di riunione, con la trasformazione della stessa assemblea da pubblica a porte chiuse, per un contradditorio più franco, dopo l'introduzione del presidente Ivan Dall'Ara, la perplessità regna ancora sovrana.

L'arrivederci è all'arco di tempo tra il 16 e il 20 dicembre con la definizione di costi e benifici per i comuni, con una sottolineatura per quelli che devono ancora finire di pagare il fotovoltaico, sia in caso di liquidazione che in caso di prosecuzione del Consorzio. In modo che gli amministratori possano decidere con serenità ciò che può essere sostenibile o meno per il proprio comune. L'idea è che i Comuni, nella loro maggioranza, non vogliano chiudere un ente territoriale di grandi potenzialità, ma che necessità di essere riformato. Ci sono alcune posizioni note, come quella del Comune di Polesella e di San Martino di Venezze, che si sono dichiarati per la liquidazione (LEGGI ARTICOLO) ed oggi davanti ai colleghi hanno ampiamente spiegato le motivazioni di tale scelta.

In questo preciso istante, la posizione del presidente della Provincia, dopo una grande attività nel 2019 per trovare "acquirenti" delle proprie quote e cercare delle soluzioni con l'ex presidente del Consorzio Guido Pizzamano, si ricordi che una delle prime dichiarazioni del presidente Ivan Dall'Ara appena eletto è stata quella di voler salvare il Consvipo che il suo predecessore voleva affossare a tutti i costi, sembra quasi più orientata alla liquidazione.

"Nel bene o nel male deve essere trovata una soluzione" dice un diplomatico Ivan Dall'Ara, ma il predissesto dell'ente di via Celio per 760mila euro, di cui stanziati solo 50mila, sta diventando qualcosa di più di una alternativa impossibile, è una paura concreta (LEGGI ARTICOLO). "Sono rimasto inascoltato per tutto l'anno - prosegue il presidente - ora il lodo arbitrale da 530mila euro più l'annualità 2019 sarà risolto entro il 31 gennaio 2020. Quindi 760mila euro di buco per la Provincia. Entro il 31 dicembre la situazione deve essere chiusa". Essere ricordato per il presidente che ha mandato in default un ente non deve essere una bella prospettiva per nessuno.

Sul piatto rimane la proposta del Comune di Rovigo (LEGGI ARTICOLO), presentata ai sindaci dal primo cittadino del capoluogo Edoardo Gaffeo. Dimezzare il costo del Consorzio e dei dipendenti, assumere la guida con il 45% delle quote mettendo sul piatto 100mila euro l'anno. Vinicio Piasentini, sindaco di San Martino a favore della liquidazione, fa notare che così il Consvipo diventa l'agenzia di sviluppo economico di Rovigo. La supremazia del capoluogo non convince tutti (LEGGI ARTICOLO). "Bisogna trovare un equilibrio - spiega Antonio Laruccia sindaco di Trecenta -. Il nodo del personale non lo vedo così facile: sette dipendenti di area dirigenziale e un A". Daniele Panella, sindaco di Bosaro: "E' passato un anno e la fotografia non è cambiata". Sondra Coizzi, sindaco di Occhiobello: "Ho proprio bisogno di una analisi costi - benefici per poter decidere, il mio comune ha il mutuo del fotovoltaico. Non prendere decisioni senza sapere a cosa vado incontro". La proposta di una analisi fatta di numeri è uscita dal sindaco di Crespino, Angela Zambelli.
Al termine tutti parlano di questa analisi, ma non si capisce chi la farà.
Articolo di Mercoledì 4 Dicembre 2019

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