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ANZIANI

La casa di riposo Città di Rovigo passa alla gestione digitale degli ospiti

Il Centro servizi ha illustrato l’evoluzione della presa in carico multidisciplinare degli ospiti. Quadretti: “Una innovazione che consente di elaborare più celermente i dati e redigere un progetto assistenziale individualizzato su misura dell’ospite con

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ROVIGO - Il Centro servizi anziani “Città di Rovigo” - ha completato il passaggio alla “gestione” elettronica degli ospiti della struttura attraverso la messa a punto di una cartella informatizzata degli stessi dove viene annotato tutto ciò che li riguarda: anamnesi personale, diari e monitoraggi quotidiani, terapie in corso, obiettivi multidisciplinari e relative schede di verifica.


Lo ha annunciato il direttore del Csa, Fabio Quadretti, in occasione del convegno promosso nella sala convegni del centro. “Posso affermare che, ormai, abbiamo mandato definitivamente in soffitta l’uso della carta – ha detto a margine dei lavori - Il passaggio al digitale ci consente di elaborare più celermente i dati che riguardano la singola persona e ci supporta nelle decisioni da prendere in relazione alle dinamiche dell’ospite”. Tutti i dati inseriti nella cartella informatizzata dalle singole figure professionali che si relazionano con l’anziano servono poi a definire gli obiettivi di cura previsti dal progetto assistenziale individualizzato.

“In pratica, il progetto assistenziale individualizzato è lo strumento utilizzato dalle strutture come la nostra per la presa in carico degli ospiti e viene condiviso con la famiglia. Una presa in carico a 360° che coinvolge diverse figure professionali come l’assistente sociale, il fisioterapista, il coordinatore di struttura, lo psicologo, il logopedista, l’educatore professionale, l’operatore socio sanitario, il personale medico e infermieristico – ha aggiunto Quadretti - All’interno di questo percorso sono previsti, nello staff, assidui incontri periodici, discussioni di casi singoli, raccolta di dati e, per l’appunto, l’utilizzo del software, che, per semplicità, chiamiamo cartella informatizzata”.

Il piano assistenziale prevede, per ciascuna figura professionale dello staff, la definizione di obiettivi il cui raggiungimento viene verificato ogni tre mesi; in caso di variazioni significative delle condizioni dell’ospite, gli stessi vengono ricalibrati per il periodo successivo. “Al termine della elaborazione di ogni progetto assistenziale individualizzato – ha concluso Quadretti – l’intera equipe assistenziale della struttura collabora al fine di applicare quanto pianificato orientando tutto il lavoro esclusivamente verso il benessere complessivo dell’ospite”.
Articolo di Venerdì 6 Dicembre 2019

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