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SOLDI

Investimenti: le differenze tra istituti bancari e consulenza finanziaria indipendente

Il minimo storico raggiunto dal costo del denaro spinge gli investitori verso strutture alternative alle banche

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ROVIGO - Un tempo, nemmeno tanto lontano, l’unico investimento sicuro (ed esistente) era quello in banca: depositare in banca infatti voleva dire crearsi e maturare una rendita. Ma al tempo nulla resiste. Oggi in Banca è possibile fermare i propri soldi in due modi: conto deposito o conto corrente, ambedue modalità poco convenienti per depositare, per dire, 20.000 euro: nel tempo, infatti, difficilmente possono produrre frutti in grado di mantenere inalterato il valore del denaro, a causa del costo del denaro ridotto dalla BCE, con il minimo storico già raggiunto dello 0,5%. Così il conto corrente diventa improduttivo, con tanti bassi alternati da pochi, pochissimi alti. Il conto deposito, invece, è una forma di risparmio che è sì più conveniente, e supportata appunto dalle stesse banche. Genera interessi, ma molto limitati, con gli istituti di credito che chiedono un vincolo sul denaro investito: lo stesso non viene prelevato se non passano alcuni anni.

Non va mai inoltre dimenticato che la banca propone soluzioni all’apparenza comode ma che celano, al di sotto, la vendita di un prodotto a terzi. Insomma, alla fine della fiera, l’interesse è più per l’istituto bancario che per l’investitore stesso. Infatti, non è un mistero che la banca non offre consulenza, ma vende prodotti. Una banca non orienta verso strumenti finanziari meno costosi, come possono essere oggi gli ETF.
Al di là delle cifre da investire, l’unica soluzione realmente conveniente per un potenziale investitore è la consulenza indipendente: comoda, facile, trasparente, funzionale ed efficiente. In che cosa fa la differenza la consulenza indipendente? Partiamo dall’inquadrare il consulente finanziario che non è altro che un soggetto che lavora dietro pagamento e su base continuativa, svolgendo un’attività di consulenza verso terzi in materia di strumenti finanziari e opportunità di investimenti. Il tecnico della finanza, in una sola parola, che conosce ampiamente e sa muoversi sul mercato: non ha legami, non è remunerato da istituti bancari, finanziarie o assicurazioni. Lavora e guadagna in base al cliente, a cui presta il servizio. E col quale stipula un patto, basato sulla conoscenza degli obiettivi di investimento e della situazione finanziaria stessa. Un profilo altamente qualificato per offrire, al cliente finale, il meglio delle possibilità in ottica di investimenti.

Un buon investimento parte dalla elaborazione di un piano che identifichi un obiettivo e dei rischi, sottolineando come investire significa incorrere anche in diminuzioni del capitale. Le decisioni da prendere devono essere precise e puntuali, oculate e sicure. Non scommesse, ma certezze. Come fare, dunque, per generare una rendita del 15-20% del capitale? Con una strategia di medio-lungo termine certamente che, seppur non dia soddisfazioni repentine, resta la strada migliore da battere. E allora non resta che investire con un consulente indipendente: uno che insomma verifichi l’andamento del piano stipulato in relazione agli obiettivi, che operi con opportuni aggiustamenti in caso di variazione e che monitori il livello di rischio.

Un esperto della finanza, e di “finanza comportamentale” ancora meglio, per superare ogni incertezza, per avere strumenti, commenti e consigli tecnici in materia. Una sicurezza per l’investitore ed una garanzia di trasparenza e competenza.
 
Articolo di Sabato 7 Dicembre 2019

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