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STAGIONE LIRICA 2019-2020

Il libertino Don Giovanni esaltato fino alla strafottenza al Teatro Sociale di Rovigo

Successo di pubblico per l'opera portata in scena dal regista Paolo Gian Cei con l'orchestra di Padova e del Veneto diretta da Aldo Sisillo e Fabio Previati in Leporello

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ROVIGO - Teatro Sociale pieno in ogni ordine di palchetti e loggione per il “Don Giovanni” di Mozart il 6 dicembre 2019. Che cosa ha di speciale questa rappresentazione lirica nata come mito nell’immaginario collettivo del libertino impenitente? E questa musica che fin dal suo inizio nel pieno dell’orchestra di Padova e del Veneto diretta da Aldo Sisillo tanto emoziona?


Già l’ouverture eseguita con grande competenza artistica dà l’avvio a tutti i temi musicali contenuti nel dramma. Un plauso particolare va a Paolo Giani Cei, regista, scenografo e costumista, che ha saputo scandire i vari passaggi con variazioni di scenari semplici, ma efficaci, così da rendere lo svolgimento dell’azione scenica vivace e interessante. A tratti i gruppi e i movimenti che animavano la scena assumevano la struttura di grandi opere scultoree dell’arte antica. Resta impressa nella mente la scena finale del I° Atto (le nozze organizzate da Don Giovanni per Masetto e Zerlina) quando il libertino attorniato da uno stuolo di ancelle si eleva alto sul letto del loro amore in un inno alla libertà. Figurazione che nell'immaginario richiama il gruppo scultoreo del Laocoonte. Le spire sono quelle d’amore che esaltano don Giovanni fino alla strafottenza, ma che lo portano inevitabilmente alla morte. Lo spartito musicale sottolinea questa mitica figura passando dall’aria “Venite pure avanti vezzose damigelle” al “Trema, trema scellerato”. 

Un’altra scena impostata su un’architettura da Belvedere bramantesco è l’inizio del II atto con la serenata “Deh vieni alla finestra” intonata da Don Giovanni a Donna Elvira. Così sono indovinate le effusioni d’amore fatte sul prato verde, che rifletteva le figure come uno specchio, tra Masetto (Federico  Cavarzan, basso-baritono) e Zerlina – la contadinella che don Giovanni circuisce per farla sua - (Estibaliz Ruiz, soprano, buona la sua interpretazione), accompagnati dall’aria “Batti batti bel Masetto”, con cui Zerlina cerca di farsi perdonare.

Straordinaria su tutti sono le interpretazioni che ci hanno dato di Leporello il basso baritono Fabio Previati e di Don Giovanni, Laurence Meikle anche lui un basso baritono, vero matador delle scene in caccia di “femmine”. 
Le tre soprano che hanno costruito lo sfondo psicologico artistico del dramma sono state tutte scelte bene e hanno interpretato egregiamente il ruolo che Mozart affida ai soprani nelle sue opere. Il pubblico ha sottolineato in particolare la esecuzione di Donna Anna interpretata da Angela Nisi.

I recitativi (non molti e pertanto contenuti rispetto ad altre opere del periodo) e le arie di pura bellezza artistica, soprattutto quelle affidate al tenore Don Ottavio (David Ferri Donà), fanno del Don Giovanni un momento di eccellenza della stagione lirica rodigina che stiamo vivendo.

Carlo Folchini

Articolo di Sabato 7 Dicembre 2019

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