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INIZIATIVE ADRIA

Terzo incontro di successo per Attive Terre

Questa volta l'associazione onlus ha voluto invitare un ospite importante come Fabrizio Barbieri, che ha illustrato il suo libro "Erbe spontanee lungo il cammino" per dar lustro alla propria ricerca e condividerla con il pubblico presente

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ADRIA (Rovigo) - Nonostante la serata del 2 dicembre scorso inclemente, caratterizzata di un'incessante pioggia, il pubblico non ha voluto mancare al terzo appuntamento del ciclo d’incontri “I Cammini”. 

Dopo le parole introduttive del presidente dell’Associazione Alessandro Andreello e il breve saluto augurale dell’amministrazione comunale di Adria, portato dal presidente del consiglio comunale, Francesco Bisco, si è ringraziato il Antonio GIolo della Fondazione Bocchi, che ha ospitato il ciclo d’incontri, e l’associazione Pubblici Giardini (associazione italiana direttori e tecnici dei pubblici giardini – delegazione del Veneto) che come l’amministrazione comunale cittadina ha fornito il proprio patrocinio e sostegno, dimostrando così, tutto il loro apprezzamento per l’iniziativa.


La parola è quindi passata al primo dei due protagonisti dell’incontro Fabrizio Barbieri che ha trattato il tema dal titolo “Erbe spontanee lungo il cammino”, dove ha esposto i risultati della sua approfondita ricerca sul cibo dei pellegrini e di coloro che vario titolo intraprendevano questo tipo di tragitto devozionale.

Ciò che differenziava i tipi di cibo era in sostanza il rispettivo ceto sociale, esisteva infatti il pellegrino contadino, il pellegrino monaco, e il pellegrino signore, e ciascuno di essi mangiava quello che il suo “status” gli permetteva e per certi versi gli imponeva, in un mondo in cui l'alimentazione era il primo strumento per manifestare le differenze di classe, il prestigio, la ricchezza e il potere.



Ha anche illustrato l’importanza del cammino per i pellegrini i quali era sì importante la meta, ma altrettanto lo era il percorso il quale attraverso la sua valenza iniziatica fatta di fatiche, disagi esperienze e incontri assumeva un valore in sé, e “abilitava” al conseguimento dello scopo del cammino stesso (molte volte penitenziale: la grazia).

Ha continuato poi illustrando i vari tipi di cibi utilizzati ed anche somministrati lungo i cammini per arrivare poi a trattare delle erbe e frutta spontanee delle quali i camminatori si cibavano. Si è partiti da alcuni esempi come le frittatine di cipolle e risotto, oppure il tagliere di salumi, tomini freschi con miele e noci e zuppa “d’amon” con fave o castagne, da alternare alla zuppa “l’adrej” di cereali ed erbette di campo stagionali, o a quella “mitunà” con brodo, pane duro e toma per poi arrivare ad elencare il ”menù del pellegrino” che era a base di zuppe e minestre come ad esempio: la “paniccia” a base di cereali e legumi, ed il “macco”, una vellutata fatta con legumi secchi, ma anche salumi, formaggi e frittatine.

L’alimento principe era il pane grazie anche alla sua capacità di conservazione. Non doveva essere bianco perché era simbolo di mollezza, mentre era molto diffusa la sua variante nera, chiamata pane “della penitenza” fatto con grano tenero, segale, spelta, orzo, crusca di frumento, farina di fave e di castagne. Si è parlato delle erbe più usate nella cucina medioevale, la verbena, l’eufrasia e l’achillea, molte di queste a valenza medicamentosa che dovevano essere somministrate solo dal “dottore delle fate” insieme al pronunciamento di parole segrete e riti magici, il solo che conosceva come contrastare le fate responsabili delle malattie dei mortali e poi di erbe e fiori ritenuti sacri come il biancospino, il barbasso, il tarassaco, la piantaggine, il caprifoglio o sorbo rosso, il ranuncolo d’acqua e il tanaceto.


Nella seconda parte poi affidata alla bravissima esperta di cucina e cuoca Maria Angela Lionello, già docente dell’Ipseoa Giuseppe Cipriani, ha trattato della preparazione di tutti questi cibi che con dovizia di particolari e indicazioni pratico-operative, che quasi sembrava di armeggiare con fornelli e pentole e padelle. L’entusiasmante cuoca ha interessato tutta la platea fornendo suggerimenti e approcci alle erbe spontanee, svelando alcuni suoi segreti.


La fase successiva ha visto poi passare alla fese degustativa molto gradita a tutti i presenti, i quali, con soddisfazione, hanno potuto verificare la bontà di molte preparazioni con le erbe spontanee illustrate in precedenza, le cui ricette sono contenute nel libro da poco editato a cura di Barbieri dal titolo “Andare per erbe”, reso disponibile all’acquisto per i partecipanti agli incontri.
 
Appuntamento al prossimo incontro conclusivo previsto per lunedì 9 dicembre prossimo dalle ore 17,45 alle ore 19,45, nel quale si tratterà il tema dal titolo “Cammino, Movimento, Sport, Alimentazione e Salute” con relatori la dottoressa Annamaria Del Sole, dirigente medico del servizio igiene alimenti e nutrizione - sian dell’azienda Ulss 5 Polesana, e Valentina Rizzi, laureata in scienze motorie, è animatrice sportiva che parleranno dell’aspetto educativo-salutistico ed alimentare del camminare.


 
Articolo di Domenica 8 Dicembre 2019

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