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SERVIZI IDRICI

Un problema da risolvere

Lo sportello di Castelnovo Bariano (Rovigo) ha ridotto a una sola mezza giornata l'operatività, solo 3,5 ore settimanali per una vasta utenza, Giuliana Gulmanelli dà voce al disagio degli utenti di Acquevenete 

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CASTELNOVO BARIANO (RO) - Polesine Acque ha inglobato anni fa gli acquedotti locali da Melara a Porto Tolle, così il Polesine Superiore sito a Castelnovo Bariano in via Spinea (Melara, Bergantino, Castelnovo Bariano, Castelmassa, Ceneselli, Calto). Il primo nucleo sorse a Castelmassa sin dal 1956 dove ora c'è la biblioteca civica Enrico Fornasari.

Nel 2017 Polesine Acquesi è fuso con i padovani dando vita all'odierna Acquevenete (due sedi: Monselice; Rovigo) e a Castelnovo Bariano esiste pure lo sportello idrico e quello Asm per metano ed energia elettrica.

In questi ultimi mesi si sono levate forti le lamentele di numerosi utenti acquedottistici per la quasi nulla funzionalità dello sportello idrico, aperto (ma in passato le aperture erano più numerose) solo un dì alla settimana dalle 9 alle 12.30, nonostante la riconosciuta abnegazione del personale. Troppa gente!

Di tali disagi si è fatta interprete Giuliana Gulmanelli, una vita come amministratrice e residente a Castelnovo Bariano. A Castelmassa è stata sindaca dal 1995 al 2004 (dopo essere stata assessora e capogruppo di minoranza); capogruppo di minoranza dal 2014 al 2019. E' stata pure consigliera e assessora regionale all'ambiente e da quest'anno ricopre la stessa carica a Sermide e Felonica.

La professoressa massese, per i succitati disagi, si è rivolta alla stampa locale con una lettera aperta che qui riassumiamo.

Le società partecipate devono fare gli interessi dei cittadini e le scelte non calate dall'alto, purtroppo la realtà è ben diversa. La nascita di Acquevenete è stata ratificata dai consigli comunali e dai due Cda originari.

"Quando ero capogruppo di minoranza a Castelmassa - sottolinea la signora Gulmanelli -, mi fu assicurato da chi di dovere che detto matrimonio non avrebbe recato danni alla comunità e che i servizi sul territorio sarebbero stati mantenuti, specie gli sportelli locali".

"Oggi ci ritroviamo invece - continua -  ad esempio che lo sportello di Castelnovo Bariano ha ridotto a una sola mezza giornata l'operatività, solo 3,5 ore settimanali per una vasta utenza per acquedotto e fognature, da ciò file lunghissime. Gente in genere anziana, digiuna di burocrazia, proveniente da tutta la parte occidentale del Polesine deve sopportare disagi ingiustificati".

"Mi appello allora - conclude Giuliana Gulmanelli - ai sindaci che rappresentano il nostro vasto territorio affinché facciano pressione presso il Cda di Acquevenete, specie i rappresentanti polesani ivi eletti. L'auspicio è che il problema castelnovese venga sollecitamente affrontato e risolto".

Articolo di Venerdì 13 Dicembre 2019

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