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CONFARTIGIANATO POLESINE

Il tema della sicurezza unisce aziende, associazioni e lavoratori. In trenta superano la visita del Cobis

Non sono state riscontrate particolari criticità nelle visite per i check-up aziendali, l'investimento in sicurezza non deve mai venire meno ed è a vantaggio sia dell'azienda che dei lavoratori

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ROVIGO - Un progetto durato due anni, presentato in sede di Confartigianato Polesine insieme a Cna e le sigle sindacali, costituito di attenti chek-up aziendali che hanno prodotto un importante inventario dei macchinari presenti nelle aziende artigiane, alcuni nuovissimi, a controllo numerico, altri vecchi, anche di 40-50 anni ma ancora funzionanti.


Sono 30 le imprese artigiane del manifatturiero che hanno partecipato in Polesine al progetto promosso dal comitato Cobis per fare il punto sulla sicurezza dei macchinari utilizzati nel ciclo produttivo aziendale, verificandone la conformità o l'eventuale necessità di rinnovare la marcatura comunitaria Ce, o di adottare prescrizioni e dispositivi, oppure procedere a manutenzioni particolari per adeguarsi alle normative più recenti. Alcuni i casi di obsolescenza che hanno confermato la messa in disparte del macchinario per motivi di sicurezza già operata dall'azienda.

I check-up svolti da specialisti tecnici nei sopralluoghi aziendali, accompagnati dai rappresentanti territoriali dei lavoratori per la sicurezza (Rtis), non hanno evidenziato grandi criticità: "La situazione è sotto controllo, nessuna particolare criticità riscontrata. Ogni singola azienda visitata riceverà una relazione finale che descrive lo stato delle macchine e quali sono le eventuali prescrizioni necessarie per metterle a norma", ha affermato il coordinatore del Cobis, Pier Giovanni Buson, dalla sede rodigina di Confartigianato Polesine con il segretario Andrea Trombin insieme al direttore di Cna Rovigo Matteo Rettore. Le due associazioni artigiani insieme a Confartigianato e Casartigiani ed i sindacati Cgil, Cisl, Uil formano anche in Polesine il Comitato paritetico bilaterale per la sicurezza (Cobis) a supporto del settore artigiano manifatturiero.

"In provincia - ha ricordato Arnaldo Vallin dell'Rtls Cgil - sono circa 750 le imprese artigiane attive nella produzione e nei servizi, esclusa l'edilizia, e danno occupazione a circa 7 mila lavoratori. Qui il confine tra datori di lavoro e dipendenti è sottile: utilizzano gli stessi macchinari e l'eventuale rischio, lavorando, è condiviso".

L'intervento svolto da tecnici esperti accompagnati dagli Rtis è stato diretto a integrare i macchinari presenti con dispositivi che migliorano la sicurezza. Alla presentazione dei risultati del progetto sono intervenuti il segretario generale di Confartigianato Polesine Andrea Trombin, la segretaria del Cobis provinciale Laura Vallin, i rappresentanti sindacali Mauro Baldi, Luca Finotti, Diego Fraccaro, Flavio Melarato e il direttore di Cna Rovigo Matteo Rettore.

"Serve innescare qualcosa di più per applicare tutti gli strumenti utili alla cultura della sicurezza" ha ricordato Melarato ricordando che il numero degli infortuni sul lavoro denunciati in Polesine nel periodo gennaio-ottobre 2019, è aumentato di quasi il 2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018.
Articolo di Sabato 14 Dicembre 2019

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