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ECONOMIA

Il Veneto fatica a mettere a sistema le capacità innovative delle singole imprese

La Camera di Commercio di Venezia Rovigo ed Unioncamere Veneto partner nel progetto itinerante di Unioncamere: dalla fotografia della regione nello scenario europeo, spunti utili per supportare la nuova programmazione dei fondi strutturali

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VENEZIA - Un’alta capacità innovativa frenata da una scarsa capacità di fare rete, una struttura gerarchica all’interno dei distretti industriali e tenuta sociale a rischio per il basso tasso di occupazione dei giovani costretti a gravare su una popolazione di anziani sempre più in aumento. Sono queste le principali criticità che emergono mettendo a confronto la regione Veneto con il resto delle regioni Europee, secondo il III report regionale su economia, imprese e territori realizzato nell’ambito del progetto Si Sprint di Unioncamere nazionale, presentato questa mattina a Marghera, nell’ambito dell’evento co-promosso da Camera di Commercio di Venezia Rovigo ed Unioncamere del Veneto.

Una fotografia contrastata della situazione economica regionale che ribadisce da un lato la sua posizione di eccellenza se paragonata al resto del Paese, ma che evidenzia notevoli difficoltà competitive se la si confronta con i competitor regionali europei. Luci e ombre quindi che grazie al progetto SI Sprint la Camera di Commercio di Venezia Rovigo insieme al sistema camerale veneto porta all’attenzione del Tavolo di Partenariato Regionale per far emergere le necessità delle imprese e del territorio e indirizzare così la nuova programmazione dei fondi strutturali POR FESR 2021-2027 che dovrà seguire 5 obiettivi strategici: innovazione digitale, sostenibilità ambientale, connettività digitale per mobilità e infrastrutture, inclusione sociale e sviluppo urbano.

Sisprint, infatti, è il Sistema integrato di Supporto alla Progettazione degli interventi Territoriali, finanziato dal Pon Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, di cui Unioncamere è il soggetto beneficiario.  Il progetto, partendo dall’analisi dello scenario economico raccoglie dal sistema produttivo istanze e criticità da accogliere nella programmazione dei prossimi bandi finanziati dalla Politica di Coesione UE, sui temi chiave dell'innovazione tecnologica e della competitività delle PMI.

“L’utilizzo virtuoso dei fondi comunitari e l’attivazione di politiche di sviluppo con un approccio di rete e di sistema tra pubblico e privato sono gli obiettivi della sinergia messa in campo con Si Sprint - dichiara Giacomo De Stefani, segretario generale Camera di Commercio di Venezia Rovigo - Ascolto del territorio, progettazione dal basso, partecipazione e condivisione di obiettivi sono i cardini essenziali di questo lavoro e che grazie alla collaborazione con la Regione Veneto siamo certi aiuterà le nostre imprese a crescere con gli strumenti e le risorse di cui più necessitano”.

Secondo il report i risultati regionali, se confrontati con il resto dell’Europa, evidenziano come il Veneto si collochi in una condizione intermedia nel panorama economico e sociale, nonostante per larghi tratti rappresenti un’eccellenza nel panorama italiano, collocandosi 85-esima in termini di capacità innovativa, 168-esima relativamente al grado di competitività e 146-esima per tenuta sociale.

La situazione complessiva del Veneto, se verificata in una logica di benchmark europeo, evidenzia quindi alcune problematiche. L’economia regionale riesce a posizionarsi su livelli medio - alti in termini di capacità innovativa, grazie alla rilevante capacità delle sue imprese, in relativa autonomia, di fare innovazione di mercato, anche in termini di design del prodotto e di promozione commerciale, ma pur essendo sede di importanti distretti industriali, fatica a mettere a sistema le capacità innovative delle singole imprese. È possibile, secondo il rapporto, che all’interno dei distretti industriali regionali, si stiano strutturando rapporti gerarchici, che concentrano le attività innovative più significative nelle imprese leader, emarginando quelle dell’indotto. Dal tavolo Sisprint, emergono, in proposito, le opportunità nascenti dai più equilibrati rapporti di filiera all’interno delle RIR - Reti Innovative Regionali, ancora poco diffuse, che coinvolgono ad oggi circa 600 imprese venete.

Il contrasto si evince anche a livello sociale, infatti, sebbene sia ancora una regione molto benestante, in termini di tenore di vita, con un sistema sanitario di alta qualità, subisce una sfida demografica rilevante, derivante dall’invecchiamento della sua popolazione, che va ad incidere sia sui livelli di produttività totale che sui costi del sistema regionale di welfare, mentre  l’economia veneta fatica ad occupare i giovani, nonostante i livelli di sviluppo industriale conseguiti (217-mo su 281 regioni europee per tasso di occupazione giovanile). 

Articolo di Mercoledì 18 Dicembre 2019

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