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Tre anni di numeri in crescita al teatro Sociale non bastano. Sartorato: "Bocciato il mio operato"

L'attuale direttore artistico del teatro di Rovigo Claudio Sartorato non è neanche stato ammesso alla prova orale del concorso per il ruolo che occupa. "C'è qualcosa di strano, chiederò accesso agli atti e deciderò se fare ricorso"

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ROVIGO - Tre anni di numeri in crescita al teatro Sociale di Rovigo su tutti i fronti: lirica, prosa, teatroragazzi, jazz. Sold out nella stagione di prosa, 150 abbonamenti in più per la lirica su 615 posti. Sono dati di fatto. Tutto questo è successo durante la direzione artistica di Claudio Sartorato.

Si può dire che la sua nomina doveva fare scalpore tre anni fa, tra i "finalisti" all'orale forse era quello dal curriculum meno "prestigioso", ma tre anni fa si premiava la proposta all'orale e Sartorato deve avere convinto l'allora commissione con progetti che poi è riuscito a mettere in atto. Un lavoro che ha portato lustro all'intera città e non solo al teatro. Un direttore, si sussurra negli ambienti della politica, che pur se scelto dal sindaco leghista Massimo Bergamin, trovava provenienza dalla sinistra, certo queste sono voci, ma si sa che l'arte e le capacità artistiche non devono e non possono avere colore.


"Ho sempre puntato alla città, al suo coinvolgimento, a far partecipare nei progetti tutto il territorio. Sono un uomo per il palcoscenico, non da palcoscenico - commenta Sartorato -. Rifarei tutto quanto. Ma davvero di essere trattato così, di "bocciare" di fatto i miei risultati che sono sotto gli occhi di tutti, mi crea una grande amarezza e delusione". Sartorato, con il suo curriculum arricchito da tre anni di felice gestione del principale teatro della città, non è riuscito ad approdare alla fase orale, che ha visto contrapposti i maestri rodigini Luigi Puxeddu e Stefano Romani (LEGGI ARTICOLO).

Davvero i criteri del bando di selezione del direttore artistico erano severi e selettivi. Direttori artistici del calibro di Federico Pupo, direttore artistico del teatro di Legnago ma già dell'Ente lirico Arena di Verona e anche di una associazione musicale come Asolo musica, o il maestro Roberto Zarpellon, affermato direttore d'orchestra di altissimo livello internazionale e docente di composizione, non hanno avuto la possibilità di spiegare all'orale che cosa avrebbero voluto realizzare per il teatro di Rovigo. Inoltre se ciò non bastasse un componente della commissione giudicatrice, il maestro Gabriele Gandini, al ministero per i contributi Fus ha ottenuto una valutazione di due punti in meno rispetto a quelli di Sartorato.
Tutto ciò per Sartorato è molto strano: "Chiederò un accesso agli atti e poi, vedendo le carte, deciderò se fare ricorso".
In ogni caso non ritornerà a lavorare a Rovigo, "se non mi vogliono di certo non voglio lavorarci".
Perplesso anche il maestro Romani: "Nella valutazione dei titoli, che sono dati oggettivi, serviva una maggiore equità". 
Articolo di Mercoledì 18 Dicembre 2019

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