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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

Pizzoli: Ossessivo accanimento contro la pesca. I consiglieri abbandonano

Il punto portato all'ordine del giorno dal presidente della Provincia di Rovigo Ivan Dall'Ara non è condiviso ed i consiglieri guidati da Roberto Pizzoli abbandonano l'aula ventilando la sfiducia politica

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ROVIGO - Rimangono in aula solo Valeria Toso ed Antonio Laruccia nel consiglio provinciale a 7 che ha visto assenti giustificati Ilaria Paparella, Claudio Martello e Fabrizio Bonin sul tema dei diritti esclusivi di pesca (LEGGI ARTICOLO) e la proposta di revoca della proroga a 15 anni del presidente Ivan Dall'Ara.

Su proposta dei consiglieri è stato deliberata la sospensiva per 6 mesi della seconda rata di importo poco inferiore ai 100.000 euro per il Consorzio cooperative pescatori del Polesine che viene quindi spostata da fine dicembre 2019 a giugno 2020.

In merito alla presunta posizione di illegittimità, secondo il presidente della Provincia di Rovigo su interpretazione del parere del Ministero, della proroga della concessione dei diritti esclusivi di pesca a 15 anni, i consiglieri della "nuova maggioranza" di Palazzo Celio hanno abbandonato l'aula su proposta di Roberto Pizzoli.

Ivan Dall'Ara aveva affermato: "Mi ero riproposto di non tornare più sull’argomento riguardante i diritti esclusivi di pesca dopo la delibera del 18 ottobre 2019 - aveva commentato Dall'Ara - successivamente a questa data sono pervenute al sottoscritto le seguenti note:
1. Nota prot. n. 12136 del 28/11/2019 da parte del Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali – Capo Ufficio Legislativo, avente per oggetto “Diritti esclusivi di pesca detenuti dalla Provincia di Rovigo” (che si allega).
2. Nota prot. n. 29856 del 29/11/2019 del Direttore Generale della Provincia di Rovigo dott.ssa Maria Votta Gravina avente per oggetto “Sentenza del Consiglio di Stato n. 7874 del 18/11/19 (che si allega).
Inoltre, c’è stata la sentenza del Consiglio di Stato n. 78774 del 18/11/2019 sulla illegittimità delle proroghe legislative – l’ultima delle quali fino al 2033 - previste in Italia a favore dei concessionari di beni demaniali in contrasto con la normativa eurounitaria.


Non posso quindi sottrarmi da alcuni obblighi amministrativi e istituzionali e sento il dovere e l’obbligo di intervenire per tentare ancora una volta di fare chiarezza.
Mi riferisco in particolare alla nota che è stata inviata al sottoscritto nella veste di Presidente della Provincia di Rovigo, con protocollo n. 12136 del 28/11/2019, da parte del Gabinetto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Capo Ufficio Legislativo, a seguito di mia specifica richiesta, avente per oggetto “Diritti esclusivi di pesca detenuti dalla provincia di Rovigo – prot.P/GE 2019/0026583 del 9/10/2019”.

Il Ministero, dopo aver fatto una breve cronistoria dei diritti esclusivi di pesca e aver confrontato le varie opinioni sulla proroga, valutando anche quella dell’Avvocatura Generale dello Stato, significativamente conclude, tra l’altro, che i diritti esclusivi di pesca in questione risultano “oggetto di un contratto di natura derivativo – costitutiva – in favore della Cooperativa che, a ben vedere, si differenzia dal tipico rapporto concessorio del bene demaniale, avente ad oggetto lo sfruttamento del bene pubblico che è bene – mezzo, rispetto all’utilità finale”.

Tale tipologia di contratti comportando un’entrata per la Pubblica Amministrazione, non esclude la possibilità di procedere ad una sorta di affidamento diretto mediante ricorso allo strumento della trattativa privata consentendo l’affidamento diretto sulla base di motivazioni che specifichino le ragioni di peculiarità del contratto, tra le quali possono probabilmente rientrare le esigenze di tutela del lavoro nel campo della pesca”.

E’ evidente che il Ministero ritiene illegittima l’unilaterale proroga che è stata adottata da alcuni consiglieri provinciali e prospetta una via per risolvere la questione e cioè trovare un accordo per un contratto a trattativa privata.

La mia disponibilità per approfondire il problema in questa direzione c’è sempre stata, ancora prima della famosa delibera del 18 ottobre, e lo ribadisco tutt’ora, ma è evidente che presupposto necessario è l’annullamento del provvedimento unilaterale di proroga, perché non si può cercare di trovare una soluzione contrattuale e contemporaneamente lasciare in vita un’illegittima proroga".

Nulla da fare quindi per il presidente Dall'Ara la cui proposta è stata bocciata dall'aula di palazzo Celio con un nutrito pubblico intervenuto che rumoreggiava chiedendo le dimissioni del presidente.
Articolo di Venerdì 20 Dicembre 2019

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